La Racing Point, già Force India per una decina d’anni, dal 2021 diventerà l’Aston Martin F1 team ufficiale, dopo che un consorzio di investitori capeggiati da Lawrence Stroll ha rilevato il 16,7% delle quote del marchio inglese con un investimento di 182 milioni di sterline.
Aston Martin che è stata sponsor della Red Bull negli ultimi anni, portando anche il logo di 007 sulle fiancate delle vetture in qualche occasione speciale, lascerà il team di Milton Keynes alla fine della prossima stagione per colorare compleramente la scuderia di Lawrence Stroll, il papà di Lance, multimiliardario canadese con una passione sfrenata per le auto, le corse e il futuro da pilota del figlio dopo aver fatto i soldi con la moda rilevando marchi come Pierre Cardin, Ralph Lauren, Michael Kors e Tommy Hilfiger.
Mister Stroll è entrato in gioco con una paccata di miliardi per salvare un marchio famoso che non stava attarversando un momento particolarmente felice. Stroll porterà ossigeno con l’impegno di raccogliere altri invstitori.
“Al completamento della raccolta fondi di 500 milioni di sterline, lavorerò con il Consiglio di amministrazione di Aston Martin Lagonda per dare un nuovo impulso al marketing dell’azienda e per continuare a investire nello sviluppo di nuovi modelli e tecnologie”.
“Io e i miei partner crediamo fermamente che Aston Martin sia uno dei grandi marchi nel mondo delle auto di lusso. Credo che l’innesto di capitale fresco insieme alla mia esperienza nel settore automobilistico e nel lancio di marchi di grande successo contribuiranno al rilancio di Aston Martin Lagonda”.
La collaborazione tecnica che ha portato alla produzione della SuperCar Valkyrie ideata da Adrian Newey non finirà, ma ovviamente il logo Aston Martin a fine 2020 sparirà dall’auto di Verstappen e Gasly per diventare sponsor principale della Racing Point.
Ci sarà ancora baby Stroll al volante? Chissà. Anche per il suo futuro questo 2020 sarà decisivo, Lance che ha 21 anni e 61 Gran premi alle spalle (un podio nel 2017 a Baku) deve capire se continuare in Formula 1 dove finora gli è mancato il salto di qualità definitivo o magari passare ad altre categorie. Papà lo vorrebbe campione del mondo, ma si sta rendendo conto che non bastano i soldi a trasformare i sogni in realtà. Aiutano, come direbbe Marzullo, ma non bastano..

