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Barcellona, il momento della verità

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Barcellona sarà un game changer o sarà la fine della grande illusione? La domanda a cui deve dare una risposta il Gran premio di Spagna, nona prova di un campionato color papaya è semplicissima. Vedi qui

Lando Norris, rigenerato moralmente e materialmente dalla vittoria nel Principato, non ha dubbi: “La direttiva sulle ali non mi preoccupa, ci saranno cambiamenti qua e là per puntellare le nuove ali. Ma non vedo problemi”. Anche George Russell non si aspetta rivoluzioni: ““Veniamo da un paio di gare difficili, a Monaco il nostro weekend è finito sabato. Speravamo che con le due soste ci fosse un po’ più di ‘pepe’, ma non è cambiato nulla alla fine. Qui a Barcellona speriamo di tornare al nostro solito stato di forma. Con le nuove ali ci sarà un processo di apprendimento per tutti, ma non penso che questo sconvolga le gerarchie”. Anche Carlos Sainz parla solo di decimi: ” Direttiva ali flessibili? Se ne parla tanto, ma credo condizionerà relativamente, Non mi aspetterei più di un’oscillazione di un decimo rispetto a prima e non credo possa esserci grande differenza. Ma a centro gruppo un decimo può cambiare”.

Chiacchierando con Giancarlo Minardi l’altro giorno ne ho ricavato le stesse impressioni: inutile aspettarsi una rivoluzione.

Nelle prove libere avremo le prime indicazioni, poi dopo le qualifiche avremo il quadro definitivo sulle conseguenza dell’applicazione della nuova direttiva tecnica. A Barcellona negli ultimi 10 anni ha vinto 6 volte chi scattava in pole. Anche qui (e non solo a Monte Carlo) il rischio trenuno è elevato.

Che cosa dice la direttiva

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