Mattia Binotto fa il punto prima di gettarsi nell’ultima parte della stagione. Si sente in giacca e cravatta dopo essersi sentito nudo negli ultimi anni. Ha ragione. Nonostante rotture ed errori la Ferrari di quest’anno ha fatto un passo avanti incredibile. C’è qualcosa da migliorare (forse più di qualcosa) ma il punto di partenza, la base su cui lavorare ora c’è.
“L’obiettivo era tornare a essere competitivi: eravamo nudi nel 2020, eccoci in giacca e cravatta. Da 21 anni mai così forti in qualifica: 8 pole su 13. Il motore, un salto di prestazione mai visto in 27 anni che sono in Ferrari.”
“Il nostro neo? L’affidabilità, non c’è stato tempo per curarla, le ore al banco sono state limitate. La gestiamo, servono 3 mesi per cambiare un elemento
“Sette ritiri costati 105 punti, 80 per rotture. L’affidabilità il primo dei problemi, prima delle strategie. In Ungheria? Non un errore, ma una scelta che non ha funzionato. Gli altri sbagliano, noi criticati perché siamo come la nazionale. Miglioreremo i processi decisionali e di comunicazione, io non caccio le persone.
“Felice degli sviluppi, accettabile la direttiva contro i saltellamenti mentre sui motori 2026 non del tutto soddisfatti, ma è un buon punto di partenza”.
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