Non si placano i commenti sulla decisione della Ferrari di sostituire a fine anno Kimi Raikkonen con Charles Leclerc. La scelta non è piaciuta ai tifosi. I sondaggi sono quasi tutti negativi, a cominciare da quello sul sito ufficiale della F1 (Vedi qui)
Diverso il parere degli esperti. Prendete Autosport, la bibbia motoristica inglese, che titola sobriamente “Raikkonen’s Ferrari exit ends a great F1 fallacy“. Dove fallacy sta per falsità. Raikkonen viene descritto come uno che occupava un posto che meritava, come un grande bluff, come un pilota che da anni non ottiene più risultati.
Non mi spiego tanta cattiveria. Io sono favorevole alla sostituzione (il ringiovanimento della squadra il punto principale), ma non mi piace che Kimi venga trattato così. È un pilota che ha dato tanto alla Ferrari e alla Formula 1.
I numeri non sono molto favorevoli, è vero. Nei quattro anni con Vettel ha incassato 705 punti contro i 1033 del tedesco e soprattutto zero vittorie contro le 13 di Seb. Kimi non vince dal 2013 in Australia… E a guardare le qualifiche ha un distacco medio di 0″263 dal compagno di squadra che quest’anno è stato in testa in 341 giri contro i 45 suoi.
C’è solo una voce che lo vede primeggiare, quella dei podi ottenuti quest’anno: 9 contro 8 di Seb. Uno in più.
A lasciar perplessi se mai è la tempistica della decisione. Il 2018 è sicuramente la miglior stagione della seconda vita di Kimi in Ferrari. La prima, contro Alonso fu un disastro un po’ per tutti, ma lui fece 55 punti contro i 161 di Fernando. Insomma in ogni stagione c’era un motivo aritmetico per cacciarlo. In questa credo che il motivo sia prettamente anagrafico.
Ma ora arriviamo a Singapore, teatro del patatrac che indirizzò definitivamente la scorsa stagione. Mancano 7 gare, i punti da recuperare sono 30. Difficile, non impossibile se Vettel non sbaglierà più neppure il colore dei calzini da indossare. Ma servirebbe un aiuto. Un Kimi che portasse via qualche podio a Hamilton. Con un terzo posto invece di un secondo, Hamilton perderebbe 3 punti in più. Tutto può far gioco.
Sono convinto che non vedremo più quello a cui abbiamo assistito a Monza. In una lunga intervista ad Autosprint, Maurizio Arrivabene ha cercato di spiegare l’inspiegabile perché ancora oggi nessuno ha capito quell’attacco di Vettel alla seconda variante. Ma da grande capo squadra qual è, Arrivabene si è preso tutte le colpe.
Una frase però va letta tra le righe: “In partenza l’ordine che si dà e che ho dato è quello di non fare stupidaggini alla prima curva e, sottolineo, prima curva… Di conseguenza ribadisco l’ordine di squadra era in curva 1, dopo curva 1 le monoposto dovevano essere a posto. Invece è successo il patatrac, ma quello non c’entra con gli ordini di squadra. Detto questo l’ordine di squadra lo dai durante la gara. Quindi non escludo che più avanti ci sarebbe stato un ordine…”.
Insomma, Seb doveva solo portare pazienza. Poi tutto sarebbe stato aggiustato. Doveva, come ripeto da giorni, preoccuparsi di Hamilton e non di Raikkonen. La colpa è insomma tutta di Vettel…
Che però ora avrà il sostegno totale del team. Raikkonen è stato aiutato a restare in Formula 1 raggiungendo l’accordo con la Sauber Alfa Romeo. Una buona notizia per l’Alfa. Meno per Giovinazzi, ma questo è un altro discorso. Ma vedrete che Kimi non tirerà altre staccate a Seb… Potrei scommetterci…
Aggiornamento post conferenza:
Kimi si è presentato molto on fire come dicono gli inglesi e alla domanda Aiuterai Vettel? Ha risposto “Guido una macchina sola”… ma nessuno gli chiede di più se non arrivare alle spalle di Seb ma davanti a Hamilton. Con una macchina sola, se è questa Ferrari, può farcela…
