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#Ferrari, largo a Camilleri, ma ci sono già i primi screzi

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Maurizio Arrivabene e Louis Camilleri, nuovo ad della Ferrari

Louis Camilleri da oggi è ufficialmente il nuovo a.d. della Ferrari. Lo ha nominato con il consenso del 98,03% degli azionisti, il cda del Cavallino riunito in Olanda. l primo appuntamento ufficiale del nuovo amministratore delegato sarà l’investor day previsto per il 18 settembre.

John Elkann, presidente della Ferrari dal 21 luglio, ha accolto così la nomina ufficiale di Louis Camilleri nuovo a.d. del Cavallino:

“Abbiamo oggi un nuovo amministratore delegato, persona di grande talento ed esperienza, un responsabile della gestione delle attivitá sportive Maurizio Arrivabene che ha una grande responsabilitá e fa parte, come i piloti e tutti quelli che lavorano in Ferrari, di un’unica squadra”.

“Con la nomina di Louis Camilleri sono contento di dare una corretta leadership alla Ferrari, è una persona di grande talento ed esperienza. Sono molto grato che abbia accettato nel momento drammatico che stavamo vivendo. Camilleri è uno straordinario leader che ha saputo affrontare e risolvere questioni di grande complessità”.

“E la Ferrari ha un passato glorioso e con Marchionne è tornata a essere una societá indipendente, ha rafforzato le fondamenta e ha un grandissimo futuro da costruire. C’è un enorme senso di squadra. Voglio assicurare che Ferrari è compatta e determinata a costruire un futuro all’altezza del suo glorioso passato”.

Va davvero tutto bene come raccontano le dichiarazioni ufficiali? Speriamo per il bene della Ferrari. Ma alcune voci che arrivano dall’interno raccontano già di qualche screzio sulla scelta del pilota da affiancare a Sebastian Vettel l’anno prossimo. Da una parte John Elkann, deciso a rispettare la scelta (e gli accordi) di Marchionne verso Charles Leclerc, dall’altra Camilleri e Arrivabene che avrebbero vissuto di buon grado la riconferma di Kimi Raikkonen. E quando certi sussurri cominciano a girare, sappiamo per esperienza che un fondo di verità esiste.

John Elkann ha voluto sottolineare due volte nelle sue dichiarazioni che la Ferrari è “compatta e determinata”. Vorrà pur dire qualcosa? Dopo la scomparsa di Marchionne che aveva dato alla Ferrari una compattezza straordinaria usa mando qualche quando serviva le maniere forti (dalla promozione di Binotto, all’allontanamento di Sassi…), la sensazione che il vuoto di potere potesse creare dei problemi c’è stata. Il risultato di Monza con i mancati ordini dei Scuderia, hanno aggiunto qualche sospetto.

Maurizio Arrivabene è un uomo forte. Ma non può fare da solo. Rende al massimo quando come nel caso Marchionne ha un presidente ancora più tosto di lui. La Ferrari oggi ha bisogno di questo: di un John Elkann che interpreti una parte a lui sconosciuta, quella del Marchionne. Ci riuscirà? Il futuro della Ferrari (e non solo) oggi è nelle sue mani.

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