Dopo 5 gran premi, 4 fallimenti e un’illusione (in Bahrain) viene spontanea questa domanda: la SF90 è una monoposto completamente sbagliata o la stagione della Ferrari può ancora essere recuperata?
Credo che sia la stessa domanda che il responsabile della sportiva ferrarista ha posto al direttore tecnico della Scuderia in questi giorni. Con un vantaggio, Mattia Binotto ha potuto farlo guardandosi allo specchio. Le risposte che ha dato pubblicamente domenica pomeriggio non sono incoraggianti: “Oggi non abbiamo una risposta precisa di quale sia stato il problema o il limite, lo faremo nei prossimi giorni e ancora una volta credo che, ne sono convinto, è stata una lezione per noi ma ci stimolerà a diventare ancora più forte”.
La SF90 ha confermato di essere ancora la monoposto più veloce in rettilineo. L’analisi della gara racconta che guadagnava mezzo secondo nei due rettilinei, perdendo poi 1″3 nelle 16 curve del tracciato di Barcellona, la maggior parte nelle curve più lente del terzo settore dove in 7 curve perveva praticamente 7 decimi. In curva la Ferrari perde il confronto anche con la Red Bull (6 decimi). Se non fosse entrata in pista la Safety Car il distacco finale di Vettel sarebbe probabilmente salito attorno ai 40″.
Il segreto della W10 sta tutto nella downforce, nel carico areodinamico che riesce a produrre. Hamilton dice: “Abbiamo costruito la miglior auto di sempre” e probabilmente non sta barando anche se vedrete che riuscirà a lamentarsene in qualche occasione… La Mercedes ha sacrificato ancora l’efficienza areodinamica per aumentare il carico che poi è la forza che singe la monoposto verso il basso in curva.
Alla Mercedes non importa perdere decimi in rettilineo, perchè sa che poi in curva recupera 2/3 volte quanto ha lasciato sul dritto. I regolamenti 2019 (5 kg in più di benzina, nuove ale anteriori, nuova costruzione delle mescole Pirelli) hanno dato una mano alla filosofia progettuale delle frecce d’argento che dopo la prima settimana di test a Barcellona ha voltato pagina e si è buttata sul secondo progetto (già pronto) e concentrandosi su quello è migliorata gara dopo gara.
Verranno piste (vedi il Canada) dove la grande velocità Ferrari in rettilineo abbinata alla mancanza di curve lente, potrà ribaltare la situazione. Ma non si può contare solo su quello. Il problema è che per recuperare terreno la Ferrari non può limitarsi a degli sviluppi areodinamici, deve proprio rivedere il concetto base della sua monoposto.
Dopo 5 gare su piste molto differenti credo che la tesi di un’auto difficile da mettere a punto, ma dal grande potenziale nascosto, non regga più di tanto. Perchè quell’equilibrio non si riesce proprio a trovarlo… In questi due giorni di testa la Scuderia è riuscita a percorrere parecchi chilometri (oltre 2300) e i tecnici stanno lavorando sui dati raccolti sperando di trovare la soluzione giusta per alleviare la sofferenza. Almeno quello. Perché per risolvere il problema temo e credo ci voglia molto di più.

