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#Ferrari: obbiettivo rovinare la festa a Hamilton

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Domenica sera in Messico (Sky dalle 20.10) a Lewis Hamilton bastera’ un settimo posto per festeggiare il suo quinto titolo mondiale. Difficile che possa sfuggirli. Sarebbe la sua seconda consacrazione messicana dopo quella dello scorso anno, la quinta nella storia della Formula 1 dopo i titoli vinti a Città deò Messico  da Surtees (1964), Hulme (1967) e Graham Hill (1968).

L’obbiettivo della Ferrari non è più quello di portare via il Mondiale a Hamilton, cosa che potrebbe succedere solo se un asteroide cadesse sulla Mercedes numero 44 in ognuna delle prossime 3 gare, ma almeno quella di rivinargli la festa.

Sì, perché festeggiare il mondiale dopo una vittoria in pista della Ferrari potrebbe rovinargli un po’ l’umore (non tanto sia chiaro), ma un po’ sì. Dopo che a Austin ha rotto il ghiaccio anche Raikkonen, la Ferrari può sognare di chiudere il campionato vincendo ancora: è già a 6 vittorie stagionali, un record dal 2008 anno dell’ultimo mondiale costruttori (e di quello piloti sfuggito dopo l’ultima curva dell’ultima gara). Ed è sempre da allora (ultimo anno della prima vita in Rosso di Kimi) che a Maranello non centrano il successo con entrambe i piloti.

Questo per dire che comunque finirà il 2008 è stato un anno positivo nel senso che la crescita è proseguita anche se il Mondiale non è arrivato. Quello che preoccupa è la condizione mentale di Vettel, soprattutto dopo che Ross Brawn, senza tanti giri di parole, ha detto: “Questi incidenti sembrerebbero indicare che Sebastian è un po’ fuori di testa al momento”…

Tre errori nelle ultime 5 gare sono tanti, sopratto se uniti a quelli commessi in precedenza. Ricapitoliamoli:

Troppe macchie per puntare al titolo mondiale, nonostante una Ferrari superiore fino alla domenica mattina di Monza. Eddie Straw che è la firma di punta di Autosport ha calcolato che Vettel avrebbe potuto arrivare a Austin con 21 punti di vantaggio su Hamilton (70 i punti persi da Seb, 21 quelli guadagnati da Lewis per gli errori del rivale).

E  comunque agli errori dell’uomo vanno poi aggiunti quelli della Scuderia che ha sbagliato gli sviluppi tra Singapore e gli Usa, pasticciando all’inverosimile con le gomme in Giappone.

Ma non scrivo tutto questo per aumentare i rimpianti. Scrivo perché la Ferrari farebbe bene a preoccuparsi della sua prima guida e di quanto è successo un squadra dopo la scomparsa di Marchionne. In Texas la situazione (errori di Seb a parte) sembrerebbe esser tornata serena. Vedremo. Perché dilapidare tutto quanto di buono è stato fatto quest’anno sarebbe il vero peccato.

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