La magia di Lewis Hamilton ha fatto la differenza nelle qualifiche di Singapore, Con un giro perfetto (1’36″015 ) ha conquistato la pole perfetta su una pista a dove 7 volte su 10 chi parte davanti, finisce davanti.
La Ferrari, soprattutto Vettel che doveva fare la differenza, ha le sue colpe. Ma Hamilton oggi è stato davvero perfetto. “Uno dei giri più belli della mia vita”, ha detto Lewis viaggiando su una nuvola. Ha rifilato 0″687 al suo compagno di squadra. Ha stracciato il vecchio record della pista, si è portato a casa la pole numero 79 della sua carriera, la settima della stagione. Ha il mondiale in mano, sarà difficilissimo portarglielo via.
La Ferrari e sono parole di Sebastian Vettel “ha vissuto delle qualifiche confuse, pasticciate”. Una confusione cominciata in Q2 quando le Rosse hanno cercato l’impresa impossibile di passare il taglio con le gomme meno soffici, trovandosi poi a dover rincorrere con il fiato in gola il tempo per entrare tra i primi 10.
Troppo traffico, troppa gente attorno e su una pista come Singapore è come essere a Milano o Roma nelle ore calde, ma anche un paio di errori in curva 13 hanno tenuto Vettel lontano dalla pole (0″613) ma anche dalla prima fila occupata da Verstappen che non partiva così avanti dal Gp del Messico dello scorso anno.
Di chi è la colpa? Seb ha sbagliato, Kimi non ha brillato dopo il miglior tempo in Q2 in extremis. Arrivabene direbbe che è tutta colpa sua, ormai è entrato in questo mood protettivo per la squadra. Lasciamoglielo fare.
Partire in pole a Singapore è fondamentale. Vale la vittoria 7 volte su 10, ricordando che le uniche volte in cui l’uomo in pole non ha vinto ne sono successe di tutti i colori o quasi (dal Singapore Gate costato il mondiale a Massa al patatrac dello scorso anno costato carissimo a Seb).
Essere terzo è pesante perché avere davanti a Verstappen è pericolosissimo, visto quanto lo soffre Seb. Ecco, oggi Hamilton era imbattibile e il vero errore Ferrari è stato non prendersi la prima fila. Detto che dopo l’exploit di Monza tutto può succedere, aspettiamoci una gara durissima al limite delle due ore, con la strategia a giocare un ruolo importante tra una Safety e l’altra (qui è impossibile non ne intervengano). E soprattutto Vettel ricordi che non si vince alla prima curva (anche se qui è meno vero che a Monza…)
