#HungarianGp, novanta volte Hamilton. #Ferrari in risalita… a 1″3

Novanta volte Hamilton. Novanta pole position con una Mercedes perfetta come dimostra che anche Bottas è volato a soli 108 millesimi dal compagno. Ma quest’anno le Mercedes sono quattro: dietro a quelle nere, in seconda fola, ci sono le due rosa. Tutte e quattro scatteranno con gomme gialle, le uniche a poterlo fare, avendo passato la Q2 con le Pirelli medie.

La Ferrari ha fatto meglio delle due gare austriache. Vettel e Leclerc sono in terza fila grazie a quanto riescono a guadagnare nell’ultimo settore della pista. Il distacco però è enorme. Vettel è a 1″323 e Lecerc a 43 mllesimi dal suo compagno. Per la prima volta le due Ferrari sono in Q3, cosa che quest’anno non era scontata. “La macchina era meglio equilibrata, ma dobbiamo continuare a crescere”, ha detto Seb che radio mercato ora segnala anche in orbita Red Bull con Mateschitz che si sarebbe stufato delle prestazioni di Albon.

E’ impressionante quanto abbiano guadagnato le Mercedes rispetto allo scorso anno quando in Ungheria in pole c’era Verstappen e Hamilton poi vincete grazie alla strategia, era terzo. Hamilton ha guadagnato 1″3. Impressionante. Certo la Racing Point ha guadgnato più di 3″ ma questo è un altro discorso. Rispetto a un anno fa ha perso 3 decimi la Red Bull di Max (Albon addirittura fuori dalla Q3), mentre le Ferrari hanno guadagnato attorno ai tre decimi. Le Racng Point hanno praticamente fatto tempi della Mercedes 2019 a cui si “ispirano” (tra le due gare inglesi il verdetto all’appello Renault).

Il distacco dalla Mercedes però è enorme e non mette le Rosse al riparo dall’incubo di un doppiaggio in gara. L’anno scorso Vettel arrivò a un minuto dal vincitore che in qualifica gli aveva rifilato meno di 3 decimi. Quest’anno il distacco è enorme e oltretutto lr quattro davanti possono seguire una tattica migliore con gomme più dure all’inizio. Molto dipenderà dall’affidabilità Mercedes e anche dalle condizioni meteo, ancora incerte.

Le caratteristiche della pista ungherese ci raccontano di una Ferrari che ha guadagnato 3 decimi nell’ultimo settore rispetto allo scorso anno. Il tealio della SF1000 non è insomma sbagliato del tutto come si pensava. A mancare sono sempre i cavalli. C’è chi parla di 30 e chi di 50 cavalli. Un’enormità…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

3 commenti

  1. Formula Wolff… era chiaro a tutti quanto fosse bravo a vincere, adesso e chiaro quanto sia bravo a prendere tutti in giro (imbrogliare?) assieme a Mr Stroll che sicuramente non avra fatto il suo impero per caso.
    E imbarazzante, e pensare che si possono permettere di lasciare tutto cosi, doppiare tutti (o quasi tutti) in ogni gara fino al 2022 e dedicarsi oggi al 100% alla macchina 2022.
    Sara un monologo nero-rosa per un bel po.

  2. Buonasera Zapelloni, vedendo le prove mi è parso che il problema Ferrari non sia solo di potenza in senso assoluto, ma anche di erogazione in accelerazione. È solo una mia impressione o anche lei ha notato la stessa cosa? Grazie

    1. Manca anche un po’ di trazione certo

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