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Il dominio Ducati e’ un modello anche per la Ferrari

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La MotoGp sta diventando monotona: vince sempre una Ducati e sempre più spesso quella di Pecco Bagnaia. Ma e’ una monotonia dolce quella di conclude con l’inno di Mameli suonato in giro per il mondo.

Il fine settimana di Assen era cominciato male con Pecco che si lamentava per la moto che non riusciva a spingere come avrebbe voluto. Che cosa ha fatto il team? Ha assecondato il suo pilota, ha lavorato sulla moto, gli ha restituito la fiducia nel mezzo meccanico e alla fine Pecco ha fatto la differenza in gara dopo essersi fermati dietro alla Ducati del Bez nella Sprint.

Comunque 1-2 Ducati sabato 1-2-3 Ducati in qualifica e 1-2 Ducati nel Gran Premio con l’Aprilia a completare il podio tricolore.

Dove sta il segreto della Ducati? In un team perfetto che ha portato la MotoGP in una nuova era introducendo l’aerodinamica in un mondo che prima la ignorava.

La Ducati e’ un po’ come la Red Bull, apre nuove strade, sperimenta e’ la guida per tutti. Gigi Dall’Igna ha attorno a lui uno squadrone costruito con pazienza e senza gelosie negli anni. La Ducati e’ un modello di efficienza che si rispecchia poi anche nella produzione di moto che tutti vogliono.

Proprietà e capitali tedeschi e un management italiano. Noi abbiamo portato il genio, loro ci hanno messo la sicurezza economica. E oggi la Ducati domina. Ha un amministratore delegato appassionato e competente come Claudio Domenicali e una guida geniale come Dall’Igna.

Qualche chilometro più in là dalle parti di Maranello dovrebbero buttare un occhio da queste parti e magari copiarne il metodo. Vincere solo a Le Mans e’ bello bellissimo ma non basta.

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