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Il ritorno di #Kubica: quando vince la forza di volontà

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Robert Kubica è nato il 7 dicembre 1984 in Polonia. Ha disputato 76 Gp in Formula 1

Manca solo l’annuncio ufficiale che probabilmente verrà dato giovedì 22: Robert Kubica l’anno prossimo guiderà una Williams nel Mondiale di F1 andando ad affiancare George Russell e prendendo il posto del russo Sirotkin.

Non è mai tardi per una buona notizia. Perché quella del ritorno in pista da pilota titolare di Robert Kubica, 34 anni il prossimo 7 dicembre, è assolutamente una buona notizia. L’ultima delle sue 76 gare in Formula 1 la disputò nel 2010 con la Renault. Poi nel febbraio del 2011 quando aveva già in tasca un contratto con la Ferrari per il 2012, capitò l’incidente al Rally di Andora che gli procurò quasi l’amputazione del braccio destro.

Lì è cominciata la sua nuova vita. L’accettazione di quel braccio che lo stesso Robert ha raccontato di non accettare, ritenendolo responsabile della fine della sua carriera in monoposto. Lavorando sul corpo e sulla mente è tornato a vivere. E a correre. Prima nei rally (è stato campione del mondo WRC2) e poi in Formula 1, ma solo come collaudatore. La Williams gli aveva preferito i dollari di Stroll e di Sirotkin, pentendosene amaramente ogni volta che nei test al volante andava Robert. Perché era più veloce e dava indicazioni tecniche migliori dei suoi giovani (ma ricchi) colleghi.

Adesso finalmente anche Robert ha trovato uno sponsor importante e la Williams non ha avuto più dubbi. Per uscire da una situazione a dir poco complicata ha bisogno di denari, ma anche di un pilota di esperienza. Robert con la sua voglia di rivincita, è l’uomo giusto. Qualche settimana fa si era scritto di un suo possibile approdo in Ferrari come pilota per il simulatore (Kvyat è tornato in pista alla Toro Rosso). Ma per Robert l’opportunità Williams è decisamente migliore. Avrà la chance che aspetta da 8 anni. Non se la lascerà sfuggire.

Si è dovuto reinventare una posizione di guida perché il braccio destro (soprattutto il polso) non gli permette di stare al volante come prima. Ma alla fine il merito è tutto suo. Solo con la sua testa e la sua volontà poteva riuscirci. Zanardi è stato un esempio, le vecchie immagini di Lauda in pista ancora con il volto bruciato pure. Ma a vincere è stata la sua volontà quella che quando era in ospedale in Liguria lo aveva portato in una notte a diventare mancino per battere gli infermieri giocando a tennis alla Nintendo Wi….

La sua forza di volontà è d’acciaio. Grazie a quella e all’allenamento ha sconfitto il parere di molti medici che ormai lo giudicavano perso per la Formula 1. Lui non ha dubbi ha dichiarato: “Reggerò lo sforzo di un intero Gp e di un’intera stagione“. È una storia che assomiglia a una favola. Tornare in pista garantirebbe il lieto fine. Tutto il resto sarebbe un di più.

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