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Istruzioni per l’uso della notte di Las Vegas

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Benvenuti a Las Vegas in quello che si preannuncia come il weekend più folle di sempre nella storia della Formula 1. Almeno attorno ad una pista sconosciuta che si annuncia lunghissima (la seconda del campionato con i suoi 6,12 km) e velocissima con punte di 342 orari come prevedono le simulazioni. Oltretutto si correrà di notte (qualifiche a mezzanotte; gara alle 22) con il rischio di ritrovarsi con sciarpe e cappotti e una temperatura tra i 5 e i 10 gradi.

Mario Isola: un livello di carico come quello di Monza

“Sia per le squadre che per noi, sarà anche una sfida tecnica particolare che affronteremo senza alcun punto di riferimento, ad eccezione delle simulazioni. Nessuno, infatti, ha mai corso sul Las Vegas Strip Circuit, un tracciato lungo 6,12 chilometri – secondo soltanto a Spa-Francorchamps nel calendario iridato di quest’anno – e caratterizzato da tre rettilinei e 17 curve. L’asfalto sarà un mix fra il manto stradale cittadino, in particolare sulla Strip, e parti totalmente riasfaltate per l’occasione, aggiungendo così un’ulteriore incognita. Va tenuto presente, inoltre, che non ci saranno gare di contorno al Gran Premio e che il tracciato sarà riaperto al traffico stradale per buona parte della giornata, il che non dovrebbe permettere il consueto livello di gommatura dell’asfalto e il conseguente miglioramento delle condizioni di aderenza.

Ci aspettiamo vetture con un livello di carico aerodinamico piuttosto basso, simile a quelli utilizzati su tracciati come Baku o, ancor più verosimilmente, Monza: la velocità di punta sarà infatti un aspetto molto importante da tenere in considerazione per essere competitivi. Inoltre, tutte le sessioni si svolgeranno in notturna, con temperature dell’aria e dell’asfalto decisamente inusuali per un weekend di gara, più simili a quelle che s’incontravano quando i test di inizio stagione si svolgevano in Europa. Le lunghe percorrenze in rettilineo renderanno ancor più complicata la fase di riscaldamento dei pneumatici in qualifica ma anche il mantenimento di una temperatura adeguata in gara, riproponendo – in maniera probabilmente più esasperata – una condizione che si verifica di solito a Baku.

Tutto ciò considerato, abbiamo scelto per Las Vegas il tris di mescole più morbido fra quelle disponibili: C3, C4 e C5 dovrebbero garantire un buon livello di grip. Le prescrizioni per la pressione delle gomme indicano un minimo di 27 psi per l’asse anteriore e 24,5 psi per il posteriore. Sono valori la cui definizione è dovuta sia alle basse temperature attese durante le sessioni sia alla configurazione del tracciato. Va tenuto presente, infatti, che il freddo riduce la differenza tra la pressione delle gomme a vettura ferma e quella stabilizzata, quando la vettura gira in pista: in movimento, quindi, la pressione crescerà meno che su altri circuiti a causa delle basse temperature dell’asfalto. A regime, pertanto, stimiamo che la pressione in pista rimanga inferiore ai valori registrati su altri tracciati particolarmente impegnativi per i pneumatici come, ad esempio, la stessa Baku”.

Consigli per videogiocatori

Il buio del deserto e le molteplici luci che caratterizzano gli edifici di Las Vegas non aiutano ad affrontare la curva 14 nel videogioco Formula 1.

Quando sui new jersey iniziano a comparire le scritte pubblicitarie è il segnale che bisogna prepararsi a frenare. Poco dopo inizierà il cordolo di destra, in corrispondenza al cartello dei 100 metri.

È il segnale che aspettavate: staccate forte ma attenzione a non farvi trarre d’inganno dalla fine del muretto interno. Evitate infatti di tagliare la curva per non rovinare l’assetto.

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