La seconda vittoria è ancora più dolce, ancora più bella. Anche perché significa andare in testa al campionato e restarci per un mese. A meno di 20 anni, Kimi Antonelli, sta riscrivendo il libro dei record.
Un pilota non ancora ventenne non era mai stato in testa al campionato. Un italiano non vinceva due gare di fila dai tempi di Ascari nel 1953.
Nella mattinata italiana risuona ancora l’inno di Mameli che in Giappone avevamo già sentito con Nannini e Patrese e soprattutto con la Ferrrai che qui aveva vinto il primo Mondiale dell’era Schumacher. Sono ricordi dolci che riempiono di sogni questo Mondiale.
“E’ presto per pensare al campionato, ma siamo sulla strada giusta. Ho sbagliato la partenza, è un mio punto debole che devo migliorare. Sono stato fortunato con la Safety Car, ma poi ho avuto un passo fantastico”, racconta un Kimi calmo e sereno come se avesse vinto una gara di kart. Chissà come sarebbe andata senza la Safety Car innescata dal botto di Bearman al 21° giro (con la complicità di Colapinto)… La fortuna aiuta i più forti e Kimi dopo una partenza sciagurata (era sesto al primo giro) aveva faticato a passare Hamilton, Norris e soprattutto Leclerc che lo ha ripassato subito. Ma la Safety Car entrata in pista dopo che Russell, Norris, Piastri e Leclerc avevano già effettuato la loro sosta ai box, gli ha permesso di rientrare al momento giusto (come Hamilton).
Da quel momento non ha più sbagliato nulla. La ripartenza è stata perfetta, ma poi Kimi con aria libera, ha infilato una serie di giri impressionanti. Sei giri identici in 1’32”9 e poi un fucsia in 1’37”… e avanti così scavando un gap impressionante con il resto del gruppo, tanto che le telecamere lo hanno perso di vista concentrandosi sulle lotte tra Hamilton e Leclerc e poi tra Russell e i due ferraristi. Sul podio con Kimi ci sono Piastri e Leclerc, bravissimo a resistere a Russell dopo aver passato Hamilton all’esterno. Russell fuori dal podio consegna la leadership mondiale a Kimi. Adesso sognano con lui. C’è tempo per risvegliarsi.

