Per festeggiare i 50 anni di Michael Schumacher, il museo Ferrari di Maranello inaugurerà il 3 gennaio una mostra dedicata al ferrarista più vincente della storia.
Davvero una bella idea. Perché Michael andava onorato e celebrato comunque, figuriamoci adesso che da 5 anni vive ormai senza vivere davvero. Perché se anche si mette davanti alla tv a guardare i Gp insieme a Jean Todt (#Schumacher e l’intevista regalo per i 50 anni), la sua non è certo una vita vera, come avrebbero sognato lui, i suoi cari, i suoi tifosi.
Oggi Michael sarebbe ai box accanto a suo figlio Mick. Consigliere e apripista anche se il ragazzo sembra attrezzato per fare da solo. E uno Schumacher oggi sarebbe l’uomo giusto da affiancare ad Arrivabene e Binotto per togliere i pensieri dalla resta di Sebastian Vettel. Insomma lo vedrei in Rosso e non al box Mercedes dove comunque c’è stato e con grandi meriti un altro ex ferrarista come Niki Lauda. E credo che anche Michael nel cuore sia rimasto più ferrarista che altro…
Nei suoi 10 anni (11 stagioni), Michael ha cambiato la storia della Ferrari. Le ha regalato vittorie e mondiali. Ha interpretato nel migliore nei modi quanto in regia hanno costruito Montezemolo, Todt, Ross Brawn, Rory Byrne e Paolo Martinelli con l’aiuto negli ultimi anni del giovane Stefano Domenicali. Quegli anni con 6 titoli costruttori e 5 titoli piloti consecutivi hanno fatto della Ferrari la squadra più vincente della storia della Formula 1 (peccato poi sua arrivata la Mercedes dell’era ibrida…).
Nelle sale del Museo di Maranello si ripercorreranno quelle stagioni memorabili che il 7 volte Campione del Mondo ha fatto vivere al popolo ferrarista, e che hanno creato un mito oggi più grande che mai nel cuore di tutti i tifosi.
La mostra permetterà di scoprire inoltre il fondamentale contributo che Michael ha dato allo sviluppo di vetture GT straordinarie nei suoi anni a Maranello, come pilota e successivamente come consulente. Il tutto in collaborazione con la Fondazione Keep Fighting.
