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Monte Carlo istruzioni per l’uso del circuito più pazzo

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Ed eccoci a Monte Carlo prima tappa Europe di un Mondiale di cui ci eravamo giustamente dimenticati per pensare all’Emilia Romagna. Si riparte dalla pista più pazza e assurda che c’è. Ha ottant’anni e lo dimostra tutti nonostante le ripetute plastiche per cambiare il volto.

Il circuito, che si snoda per le strade del Principato, è caratterizzato da alto carico aerodinamico e elevate percentuali di tempo speso in frenata. Oltre tutto nelle scorse settimane sono state riasfaltate diverse sezioni della pista, incluso il tunnel Louis II, impiegando in tutto 15.000 mq di asfalto. Ciò potrebbe accrescere le temperature di pinze e fluido freni, essendo maggiore la potenza frenante scaricabile a terra.

Istruzioni per l’uso

Il parere di Mario Isola:
“È una vigilia del Gran Premio di Monaco diversa da quella che ci aspettavamo. Doveva essere il secondo di tre appuntamenti consecutivi in Europa ma sarà invece il primo a causa della cancellazione della gara di Imola: abbiamo ancora negli occhi le immagini delle zone devastate dal maltempo e vogliamo esprimere ancora una volta la nostra solidarietà ai familiari delle vittime e a chi in questa tragedia ha subito perdite enormi.
Monaco è un capitolo a sé stante nel romanzo del campionato di Formula 1. Le caratteristiche del tracciato, rimasto sostanzialmente immutato da più di settant’anni, lo rendono un unicum che, spesso, ha offerto sorprese sia perché mai come su questa pista il talento del pilota può compensare le carenze tecniche di una vettura sia perché basta un episodio per sparigliare le carte e sovvertire il pronostico. Se è vero che la gara può risultare poco spettacolare a causa dell’estrema difficoltà di sorpassare, nel bilancio delle emozioni del weekend il sabato assume un peso mai così rilevante: la posizione in griglia è quasi sempre determinante per la classifica finale. Come spesso accade per i circuiti cittadini, Pirelli mette a disposizione delle squadre il range di mescole più morbido della gamma. Una delle particolarità di Monaco è che il tracciato viene aperto al traffico privato ogni notte al termine delle sessioni agonistiche, il che impedisce sostanzialmente la formazione di una traiettoria più gommata, rendendolo ancor più scivoloso. Saltata la gara di Imola, Monaco vedrà il potenziale debutto – dipende dalle condizioni meteorologiche, un altro fattore di imprevedibilità di questo fine settimana – delle Cinturato Blue Full Wet senza termocoperte “

Consigli per video giocatori

Per non sbagliare l’esecuzione della frenata alla curva 10 non bisogna spostarsi bruscamente sul lato destro alla fine del tunnel perché si rischia di colpire il guard-rail. La frenata va iniziata quando si raggiungono le piante poste sul muro di destra. Una volta sotto i 120 km/h si può sterzare all’interno, senza esagerare per non perdere troppa velocità alla chicane. La doppia curva va affrontata tutta in seconda marcia. ​

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