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Montecarlo, istruzioni per l’uso del salotto della Formula 1

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Torna Montecarlo, la gara che forse è mancata più di tutte lo scorso anno. Anche se non sarà la stessa cosa a cui eravamo abituati, anche se non ci sarà il solito fiume di vip in visita sul circuito salotto della Formula 1.

E’ una gara dove spesso i favoriti non vincono, ma anche una gara in cui i piloti possono cercare di fare la differenza. Per questo anche Leclerc ha una chance per sognare il podio. Davanti a quattro auto, le due Mercedes e le due Red Bull. Per salire sul podio deve fare un mezzo miracolo… Il suo unico MonacoGp in Rosso non è un bel ricordo… Ma anche Max non ha bei ricordi sulla pista di casa…

La posizione più arretrata sulla griglia di partenza dalla quale si è vinto a Monaco. è la 14esima, un primato che risale alla pazza edizione del 1996 vinta da Olivier Panis con la Ligier. 

In 66 edizioni la vittoria è arrivata dalla prima fila in 45 occasioni (68% dei casi) e in 30 dalla pole position (45% dei casi). Per quanto riguarda i podi, la rimonta migliore l’ha messa a segno Clay Regazzoni nel 1979, quando con la Williams risalì dal 16° al secondo posto, alle spalle della Ferrari di Jody Scheckter. Notevole anche la gara di Eddie Irvine, con la Ferrari F310B, nel 1997: il nordirlandese riuscì infatti a rimontare dal 15° posto in griglia fino al terzo gradino del podio nella gara vinta dal suo compagno Michael Schumacher davanti alla Stewart di Rubens Barrichello.

Istruzioni per l’uso

“Monaco è unico e la sua assenza in calendario dal 2019 non fa che sottolinearne le peculiarità, e questo ci rende ancora più felici di tornare a correre su questo circuito – ha detto Mario Isola responsabile Racing di Pirelli – . Il grip meccanico è la chiave del successo così come le qualifiche e la strategia vista la ben nota difficoltà nei sorpassi. Questo rende ancora più importante il mantenimento della posizione in pista, con i piloti che in qualifica sono chiamati a tirare fuori il massimo dai pneumatici in mescola morbida C5. La strategia tende ad essere reattiva perché le squadre effettuano le loro soste nel momento che dà loro il massimo vantaggio in pista, grazie anche ad un’ampia finestra di pit stop dovuta ai bassissimi livelli di usura e degrado dei pneumatici”.

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