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Pagelline cinesi: #Mercedes da sogno, #Ferrari da incubo

Formel 1 - Mercedes-AMG Petronas Motorsport, Großer Preis von China 2019. Lewis Hamilton Formula One - Mercedes-AMG Petronas Motorsport, Chinese GP 2019. Lewis Hamilton

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Vettel primo podio senza gloria

Pagelline cinesi dopo la #Race1000, il millesimo Gp della storia di una Formula1 che sembra ancora saldamente nelle mani della Mercedes.

10 e lode alla Mercedes. Tre gare, tre doppiette. Non capitava dal 1992. Con la smargiassata del doppio pit stop in contemporanea per Hamilton e Bottas. Faraonici.

10 a Lewis Hamilton. Ha sonnecchiato per tutto il weekend, poi quando si sono spenti i semafori rossi è suonata la sveglia e Lewis è volato via imprendibile per tutti, anche per il suo compagno di squadra, il più pericoloso dei suoi avversari. Imprendibile.

9 a Carletto Leclerc. Per la sua ubbidienza. Dopo un giro ha borbottato qualche parolina di troppo. Ma dopo la gara si è comportato con grande educazione, senso di squadra e di responsabilità. Non vuole favori, sa bene che partendo davanti a Vettel non ne avrà bisogno. Maturo.

8.5 a Alexander Albon. Partiva dai box, ha chiuso al decimo posto con la Toro Rosso. Una gara paziente e senza errori. Non è più l’uomo del mistero. Reaparecido.

8 a Sebastian Vettel. Sul podio con l’aiutino del muretto Ferrari, ma anche grazie al contro sorpasso più bello della gara, quello rifilato a Verstappen che pensava già di averlo infilzato come un pollo. Un lampo del vero Vettel. Graziato.

7.5 a Kimi Raikkonen. Ancora a punti. E fanno tre volte in tre gare. Nonno F1 ha più energie di tanti colleghi più giovani. E non si distrae più. Ringiovanito.

7 a Valtteri Bottas. Si prende la pole su una pista dove non era mai partito in prima fila. Ma sbaglia la cosa più importante: la partenza. Ma è un Bottas diverso da quello che conoscevamo. Un Bottas in versione combattente e non più cameriere. Servizievole? Una volta.

6 a Max Verstappen. Non sbaglia più, è terzo nel Mondiale davanti ai ferraristi, ma il contro sorpasso subito da Vettel brucia per un giovane arrembante come lui. Coscienzioso.

5 ad Antonio Giovinazzi. Non è ancora riuscito a completare un weekend alla Giovinazzi. Qui è stato particolarmente sfortunato con i problemi dell’Alfa che lo hanno appiedato in tutte le sessioni di prova. In gara lo hanno fatto partire con gomme soft, in pochi giri ha recuperato 4 posizioni, ma poi ha pagato la tenerezza delle sue Pirelli ed è scomparso. Rimandato.

4,5 a Pierre Gasly. Il sesto posto, il giro più veloce, non cancella il paragone scomodissimo con Verstappen. Prende 9 decimi in qualifica, una vita in gara. Non sembra all’altezza di Max e della Red Bull. Sopravalutato?

4 a Toto Wolff. La prossima volta che gli sentirete dire: la Ferrari è più veloce, la Ferrari è favorita, la Ferrari è messa meglio, siete autorizzati a prenderlo a sberle. Ormai non gli crede più neppure sua moglie Suzie quando le dice che la ama. Bugiardone.

3 ai Commissari. Credo che la penalizzazione di Kvyat sia abbastanza assurda. Se non era quello un incidente di gara… E poi siamo sicuri che il guai non lo abbia provocato Sainz? Rivedibili.

2 alla Renault. Un altro ritiro per Hulkenberg, una via crucis per il povero Ricciardo (voto 7) a punti per la prima volta, ma mai protagonista. E comunque Daniel ha rimesso la testa davanti a Hulk. Gli farà bene. Misteriosa.

1 alla McLaren. Dopo l’exploit in Bahrain riecco i guai figli di una partenza nelle retrovie, chiusa nel traffico che porta guai. Sainz e Norris hanno subito pagato dazio. Ricaduta.

0 alla Ferrari. Per non aver mantenuto le promesse. In Cina si è rivista una SF90 in versione australiana dopo il miraggio nel deserto del Bahrain. Ma qual è la vera Ferrari? A questo punto sembra noni saperlo bene neppure Binotto. Bocciatissima.

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