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Pro e contro la scelta #Ferrari di cambiare #Vettel

G.P. AUSTRALIA F1/2020 - MELBOURNE 12/03/2020 credit: © Scuderia Ferrari Press Office

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Alla fine Sebastian Vettel se ne andrà come Fernando Alonso, senza conquistare il Mondiale. La stessa sorte toccata in passato ad altri campioni del mondo restati a secco in Ferrari, come Alain Prost. A meno che quest’anno, nel mondiale che dovrebbe cominciare a luglio in Austria… Ma vediamo di ragionare sui motivi di questo divorzio pre stagionale (Qui la notizia con le dichiarazioni)

Sebastian Vettel è il terzo ferrarista di ogni epoca come numero di vittorie (14) dopo l’inarrivabile Schumi (72) e Niki Lauda (15), ma questi successi di tappa non lo hanno portato a conquistare il titolo per cui era venuto a Maranello, quella quinta corona personale che gli avrebbe permesso il grande salto di qualità. Così resterà per sempre il pilota che ha vinto solo con un’auto imbattibile come era la Red Bull di quegli anni.

Quando la Ferrari decise di lasciare Alonso per Vettel scrissi che aveva commesso un errore perchè Fernando era un animale da gara superiore, meno efficace di Seb in qualifica e come uomo squadra, ma decisamente superiore nella lettura dei Gran premi.

Credo che il 22 luglio 2018, nel primo Gran premio del dopo Marchionne, se ne sia definitivamente accorta anche la Ferrari. Quando Seb finì contro le barriere mentre conduceva il Gp di Germania, tutti si resero conto che quel campione non aveva la freddezza per diventare un fuoriclasse assoluto. Aveva perso l’attimo, quello che i campionissimi non si lasciano mai sfuggire.

Aver scoperto in Charles Leclerc un campione dalle grandi prospettive ha sicuramente accelerato i termini della separazione. La Ferrari vede in Charles l’uomo del futuro (contratto fino al 2024), ritiene abbia le spalle larghe per reggere alla pressione che avrà senza un quattro volte campione del mondo come compagno.

E il fatto che la Scuderia fosse ormai tutta pro Leclerc ha certamente convinto Vettel a non insistere. Avrebbe accettato un taglio dell’ingaggio, non un contratto breve, ma soprattutto non la prospettia di partire come seconda guida.

Il futuro ora dovrebbe portare a Carlos Sainz jr, un altro ragazzo (è nato il primo settembre 1994) con pochi più di 100 Gran premi alle spalle (ha cominciato nel 2015). Più di Ricciardo e di Giovinazzi sembra lui il candidato. Un buon prospetto , certamente. Il migliore se non puoi puntare a Verstappen o Hamilton e lo consideri superiore a Norris, simpaticissimo ma in fin dei conti con 47 punti in meno dello spagnolo lo scorso anno.

Diciamo che la Ferrari del futuro non avrà l’esperienza dei suoi piloti come punto di vantaggio, ma sta anche arrivando un momento (dal 2022) in cui le regole cambieranno completamente e quindi sarà importante adattarsi subito, più che avere una certa esperienza.

Scegliere di puntare tutto su Leclerc è una scelta giusta. Mettergli addotto tutta la pressione è sicuramente rischioso. Vettel avrebbe aiutato. Da qui la mia perplessità nella scelta, ma evidentemente non c’erano proprio le prospettive per convincere Seb che che comunque a luglio compirà 33 anni.

Se Leclerc no diventerà campione del mondo in questo 2020, l’anno prossimo per la prima volta dal 2007, la Ferrari non avrà almeno un campione del mondo in squadra. Quella volta con Kimi e Massa andò bene: Raikkonen divenne campione alla sua prima stagione in Rosso.

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