Site icon Top Speed

Rassegna stampa dal Qatar con il fiato sospeso per Max. La Formula1 è una battaglia legale

Annunci

A sei ore dalla partenza i commissari devono ancora decidere su Max (ma anche su Sainz e Bottas) per il loro comportamento sotto bandiere gialle. Ma vediamo i quotidiani italiani

Perchè i commissari ci mettono tanto tempo a decidere? Non sono improvvisamente rincoglioniti… la difficoltà maggiore è scrivere le disposizioni in modo che siano inattaccabili dai legali che ormai le squadre si portano al seguito come fossero ingegneri. Però questa volta la convocazione e’ stata per la mattinata… quindi… con tutta calma

E così quel Lewis Hamilton che pareva spacciato, dal -21 di dieci giorni fa si trova nella condizione di limare ancora qualcosa al -14 con cui parte davanti a tutti, su un circuito poco adatto alle rimonte e dove molti, Hamilton per primo, indicano nella prima curva dopo la partenza un punto chiave. Se Verstappen gli resterà di fianco dopo il verdetto dei giudici, tirerà aria di western, tanti auguri. Max potrebbe farla franca perché i commissari di percorso hanno sventolato le bandiere gialle quando la direzione di gara non aveva ancora deciso di esporle.

Qual è la posta in gioco? Andrew Benson per la BBC considera che “se vincesse Verstappen, estenderebbe il suo vantaggio fino a essere quasi imprendibile con due gare ancora in programma. Ma se fosse Hamilton a imporsi per la seconda settimana consecutiva dopo la sua magnifica corsa in Brasile, il divario sarebbe tra i sei e gli otto punti, supponendo che Verstappen finisca secondo. Significa che Hamilton non può permettersi uno scontro in pista con Verstappen. I sorpassi saranno difficili su una pista fatta principalmente da curve veloci, quindi la battaglia per il comando inizierà alla prima e la strategia del pit-stop sarà fondamentale”.

Simone Valtieri su Motorbox spiega quanto sarà dura per chi parte dietro partendo da un dato. Il tempo della pole position di Hamilton è di 1’20”827. Un crono più basso di 31”945 secondi più rispetto a quello fatto per la pole in MotoGP da Francesco Bagnaia a inizio anno. La differenza di prestazione a vantaggio della Formula 1 è del 28,33%. Che significa?

“Si tratta del divario di gran lunga più grande tra le piste che quest’anno hanno ospitato entrambi i campionati. Più la percentuale è elevata – spiega Motorbox – più vuol dire che le Formula 1 sfruttano al massimo il circuito riducendo al minimo le possibilità di sorpasso. A Losail non ci sono staccate impegnative, visto che anche al termine del lungo rettilineo (che consentirà comunque qualche manovra) l’impostazione di curva-1 a destra è più dolce, un po’ come a Suzuka, prima di entrare nel turbinio di curve in sequenza e rettilinei brevi dove sarà veramente difficile vedere qualche manovra vincente. Queste caratteristiche rendono il tracciato del deserto perfetto per le due ruote, che hanno – al contrario – moltissimi punti dove infilarsi in percorrenza di curva, rispetto alle quattro ruote, che oltre a occupare più carreggiata sono estremamente più veloci nel misto”.

L’incognita viene dall’usura delle gomme. “Se così fosse, e vedessimo lo spettacolo auspicato, la pista nei sobborghi di Doha potrebbe essere salva, ma in ogni caso – scrive Motorbox – la FIA e le autorità locali hanno già in mente un piano B: spostare la gara (che qui farà tappa dal 2023 al 2032!) sulla ”Corniche”, il lungomare in costruzione nella capitale. Un’ennesima pista stradale che accontenterebbe gli sponsor, ma che rischia di essere ancor meno auspicabile di un circuito sul quale non si sorpassa”.

Uri Puigdemont su El País dice che Hamilton ha tirato fuori i gomiti, mentre. Per Daniele Sparisci sul Corriere della sera la pole numero 102 e la rimonta sembravano impensabili fino a una settimana fa. “È un salto in una nuova dimensione, la sua macchina è tornata la migliore”.

Impensabili fino al sospetto. Il resto è mistero e rissa, tanto che Stefano Mancini per la Stampa scrive che “non c’è tregua: o si scontrano in pista o lo fanno a tavolino le rispettive squadre a colpi di carte bollate. Una sessione che si esaurisca sotto la bandiera a scacchi in base al buon, vecchio ordine di arrivo rischia di diventare un’eccezione”.

Frédéric Ferret su l’Équipe dedica due pagine stamattina alle recenti prestazioni della Mercedes che “sollevano interrogativi e dubbi nel paddock. Senza che sia possibile sapere se si tratti di un ritrovamento o di un imbroglio”. Per il motore siamo davanti all’ipotesi di una interpretazione ingegnosa del regolamento, per il volante esiste il sospetto di un DAS mascherato e l’ala posteriore è il cuore di tutti i misteri. La Red Bull ha chiesto alla FIA di poter vedere il design quando Christian Horner ha notato che la velocità massima era “sbalorditiva”. Il papà di Verstappen invece è convinto di aver intravisto in tv un sistema con cui Hamilton porta avanti e dietro il volante, il celebre DAS sperimentato e poi bandito dalla Federazione. “La rivalità – dice il Telegraph – si è spostata in maniera dura anche fuori dalla pista”.

Exit mobile version