Nelle prove libere in Messico Max Verstappen ha staccato la Mercedes di Valtteri Bottas di 424 millesimi di secondo e ne ha dati 509 a Lewis Hamilton. Quarto tempo per Sergio Pérez. Oltre un secondo dietro le Ferrari. Ecco che si racconta sui quotidiani di oggi.
L’aiutino che la Ferrari chiedeva all’altitudine del circuito in Messico, in realtà spinge le Red Bull e Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera spiega stamattina che “siamo lontani da chi punta al podio pur considerando il clima da scazzottate là davanti e le oscillazioni di Perez. Il pronostico sembra chiuso. Questo tracciato è una specie di feudo Red Bull. Aria rarefatta causa altitudine superiore ai 2.200 metri, carichi aerodinamici stile Montecarlo. La condizione sembra perfetta per iniettare ansia nel weekend di re Lewis al cospetto di un ritardo sin troppo abbondante dopo la giornata d’esordio, superiore al mezzo secondo, con Bottas davanti. Il che lascia margini per un recupero parziale, non proprio per la pole, quasi una formalità per l’olandese, confortato anche dal ritmo cacciato in pista nella simulazione del passo gara”.
L’Équipe ricorda che dal ritorno della Formula 1 in Messico (2015), solo Mercedes e Red Bull hanno vinto. Pérez corre per la prima volta in carriera davanti al suo popolo con la prospettiva di un podio, ma tutto questo entusiasmo, dice il giornale francese, può anche creare problemi alla squadra, nella gestione della corsa e delle gerarchie interne.
