La pazienza sta finendo. Per qualcuno è già finita. Commentando il Gran premio di Monaco si parla di naufragio, di Ferrari blu, di Ferrari che perde al Casinò, di buio Ferrari, di errori. E via così. Trovare alibi in quello che avrebbe dovuto essere il weekend del riscatto è impossibile.
Rassegna stampa da http://www.loslalom.it
Daniele Sparisci, Corriere della sera: “Quando il cielo ha innaffiato l’asfalto trasformandolo in una pista da bowling, Verstappen ha continuato a guidare da fenomeno come aveva fatto sull’asciutto nella prima parte di gara, come quel giro fra i muri che gli è valso la pole. La Ferrari invece è naufragata, ancora. Fa sembrare tutto facile il campione del mondo, Perez con la stessa macchina è finito sedicesimo e doppiato due volte”.
Mario Salvini, la Gazzetta dello sport: “A proposito di mitologia. È tutta qui la forza del pilota che sta segnando la nostra epoca. A Montecarlo contavano trazione, bilanciamento e manico, non i cavalli. Non c’entrava la magia del DRS, la super ala mobile studiata da Adrian Newey & C. Qui nei garage Aston-Ferrari-Mercedes devono aver danzato sperando che la pioggia riequilibrasse un po’ le cose. Figuriamoci, quando Max era bambino papà Jos gli bagnava l’asfalto sotto le ruotine del kart. Non è certo lui quello che si può far impressionare dall’acqua”.
Alessandra Retico, Repubblica: “ Quasi imbarazzante parlare del vincitore, Max Verstappen, e della sua Red Bull astronave, trasformata per la circostanza in motoscafo: successo n° 39, 4° dell’anno, 2° qui. Più vincente di Vettel per l’azienda con le ali. Impermeabile ai rovesci e a qualsiasi variabile in campo. Per Max ormai non bastano gli aggettivi e i paragoni. Forse l’immagine nuova e più appropriata per l’occasione è quella dell’Uomo Ragno: sarà per questo che è Tom Holland, l’attore che lo interpreta, a sventolare la bandiera a scacchi. L’olandese si è appiccicato e arrampicato sui muri per la pole, lo rifà in gara anche senza averne bisogno, tanto per non dimenticare la sensazione che fa”.
Fulvio Solms, Corriere dello Sport-Stadio: “La Ferrari è bella come la vorremmo: imbattibile, infallibile e viaggia spedita verso una nuova dimensione leggendaria. Ha però un piccolissimo difetto: è blu. Il problema di larghe legioni di tifosi e forse dell’intera Formula 1 è che si chiama Red Bull, oggi, la Ferrari dei desideri”.
Stefano Mancini, la Stampa: “Red Bull, Aston Martin, Mercedes e Alpine. Sono le squadre che a Monte-Carlo hanno fatto meglio della Ferrari. Ci eravamo abituati a Verstappen e alla sua superiorità molto ostentata, ci aveva emozionati il ritorno di Alonso tra i migliori, splendido quarantunenne, ma il gradino più basso del podio restava il minimo sindacale per il Cavallino. A Montecarlo stavolta non è arrivato nemmeno il terzo posto tra i costruttori. Sull’asfalto bagnato la gara si è accesa. Le strategie sono saltate, i piloti hanno rinviato il cambio gomme in attesa di una safety car che non c’è stata, sebbene la corsa si fosse trasformata in un autoscontro”
Mauro Coppini, Corriere dello Sport-Stadio: “Non è facile correre sul filo quando si soffre di vertigini. Che a Monaco hanno fatto sentire i propri effetti. Con un “muretto” più simile a una trincea, buona più per difendersi da potenziali errori che per distribuire certezze per tecnici e piloti. E così mentre Max Verstappen domina la gara e probabilmente, il campionato, molti altri dimostrano che monoposto “sbagliate” possono essere recuperate in corsa, la Ferrari insiste sulle doti della SF-23. Continuamente esaltate, a partire da un “lancio” che aveva convinto tutti gli appassionati che gli anni di “magra”erano ormai un lontano ricordo”.
Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Se guardiamo il dito e non la luna, possiamo star qui a parlare del muretto che sbaglia ancora in un pomeriggio fallace per molte squadre, ma il fatto è che questa Ferrari non sboccia mai, nemmeno su una pista data per favorevole dagli stessi ferraristi, con un ottimismo figlio di non si sa quale concretezza. Le analisi di Vasseur evitano di entrare nel dettaglio di fronte a un ennesimo acuto rimandato, lasciandoci in un disorientamento vago e permanente. A Barcellona, si dice da tempo, arriveranno modifiche rilevanti, addirittura sulle fiancate, un po’ come ha fatto Mercedes portando a Monaco una versione B, peraltro più fortunata di questa Ferrari. Il che vale come ennesimo rinvio, dentro un limbo nel quale non si capisce se davvero trattasi di una ragazza rossa in procinto di sbocciare o di una illusione a tappe”
Umberto Zapelloni, il Giornale: “Per la Scuderia si avvicina una stagione Zero Tituli, con il rischio che diventi anche una stagione povera di podi se le novità in arrivo a Barcellona non rivoluzioneranno la SF-23. Tra una settimana avremo l’ultima chiamata per la Ferrari. Monaco era un’occasione alla vigilia, ma poi in pratica non lo è mai diventata anche se Leclerc ci aveva messo tutto il suo talento, trascinando la sua Ferrari in terza posizione. La lotta per il secondo posto in campionato è l’unica aperta dopo la quarta vittoria in sei gare di super Max”
Leo Turrini, Il Resto del Carlino: “Domenica prossima in Spagna, la Ferrari presenterà un consistente pacchetto di novità tecniche. Sono soluzioni che non sarebbero state adeguate per la competizione monegasca. Ma è chiaro che se anche gli interventi sulla macchina non funzionassero, eh, allora diventerebbe malinconicamente indispensabile cominciare a ragionare sull’anno prossimo. Sul 2024”
Giorgio Pasini, Tuttosport: “Alberto II di Monaco ha l’imbarazzo di chi abbracciare con più calore. Vorrebbe consegnare due trofei del vincitore, perché sulle sue strade prima asciutte e poi bagnate, per un Gran Premio che esalta i cuori forti e i fenomeni del volante, ci sono due Principi: Max II e Fernando 2°. Verstappen fa il fenomeno baciando guard rail e muretti come nella qualifica con la quale sabato ha costruito il quarto successo stagionale e 39° in otto anni, scavalcando Sebastian Vettel dal ruolo di più vincente della (giovane) storia Red Bull. Rain Man da Oscar (o Palma d’Oro, vista la vicinanza e concomitanza del Festival di Cannes) con Spider Man (alias Tom Holland) a sventolargli in faccia la bandiera a scacchi. Alonso non è da meno e continua a girare remake di Cocoon o Peter Pan”.
Simone Valtieri, Motorbox: “Alonso sarà arrabbiato, e ha ragione. Se il muretto box lo avesse ascoltato e gli avesse montato subito le gomme intermedie, senza ostringerlo a un’inutile sosta supplementare, si sarebbe giocato corpo a corpo la vittoria con Verstappen. Dovremmo sbirciare nel suo abitacolo perché sembra avere tutti i monitor del muretto e riuscire a leggere le informazioni meglio di chi lo fa per mestiere. Un secondo posto che vale una vittoria, alla quale Nando credeva e probabilmente non sbagliando. L’occasione di giocarsela è arrivata, se non l’ha colta non è certo colpa sua. Computer”.

