La Renault ha scritto pagine importanti nella storia della Formula1 dove è presente, quasi ininterrottamente dal 1977 quando con il suo motore Turbo scatenò una vera e propria rivoluzione. Alla fine dell’anno prossimo però la Regié chiuderà il suo reparto dedicato ai motori di F1 e non fornirà più i propulsori all’Alpine, ossia a se stessa. E’ come se la Ferrari domani decidesse di montare sulle sue monoposto un motore Mercedes. Esattamente come farà l’Alpine dal 2026, sempre che il team non venga venduto prima…
Ufficialmente si è deciso di passare ai motori Mercedes per tornare a vincere più in fretta facendo allo stesso tempo un bel risparmio economico (a Viry Chatillon lavoreranno per Endurance e Dakar con Dacia). Così almeno raccontano Luca De Meo e Flavio Briatore, appena salito a bordo del team con l’intenzione di riportarlo nelle prime posizioni.
Certo, rinunciare a fabbricare i motori è qualcosa di clamoroso per una Casa che ha vinto 12 Mondiali Costruttori (con Williams, Benetton, in proprio e con Red Bull) e 11 Mondiali Piloti (Mansell, Prost, Schumacher, Hill, Villeneuve, Alonso e Vettel). Ma con la crisi del settore e i grandi invesrimenti che Renualt ha fatto sull’elettrificazione, stava diventando un problema investire nel nuovo motore e far quadrare i conti. E’ stata una scelta dura, ma probabuilmente inevitabile.
Renault per anni ha fabbricato solo i motori e ha vinto con chiunque. Nella sua storia non si è mai vista una Renault (o Alpine che di si voglia) correre con un motore made in Germany. Un brutto colpo per la grandeur francese.
Guardate la McLaren che sta vincendo il Mondiale Costruttori battendo la Mercedes ufficiale con un motore Mercedes. I team clienti possono vincere e questo è uno dei motivi che ha spinto Renault a provarci. Sempre che l’obidettivo sia un altro e ciò vendere anche il team. Vedremo.
Di certo oggi la storia della Formula 1 ha perso per strada un pezzo importante.

