Site icon Top Speed

Schumi e Hamilton, i giganti di Maranello

Annunci

C’è dell’ottimismo in città. Verrebbe da partire così per raccontare il libro che Ottavio Vanetti e Flavio Vanetti, a lungo inviato sulle piste per Tuttosport e Corriere della Sera, hanno dedicato a Michael Schumacher e Lewis Hamilton, 14 titoli mondiali in due tanto per dire. Li hanno riuniti in un libro intitolato I Giganti di Maranello (Ultra Sport, 181 pagine, 16 euro), un titolo che è una speranza più che altro….

Ottavio Daviddi e Flavio Vanetti hanno conosciuto bene sia Michael che Lewis, seguendo tanti gran premi in prima persona. Insomma sono due firme che meritano fiducia perchè sanno bene di che cosa scrivono. Nel loro racconto ci spiegano molto anche degli uomini che ci sono dietro ai due campioni. Molto curiosi i capitoli intitolati Dizionario Minimo in cui prima per Schumi e poi per Lewis raccontano le loro parole chiave.

Un esempio? Per Michael Italiano: “Sono un italiano vero” (copyright Toto Cutugno) la cantò via radio Sebastian Vettel (anno 2015), ma prima di lui Schumi riuscì a compenetrarsi nella realtà italiana assai più dei suoi successori. Trascorreva molto tempo a Fiorano, aveva un’intesa perfetta con i meccanici, capiva l’italiano (e un po’ in privato lo parlava), amava la cucina italiana, specie emiliana, che gli piaceva gustare al ristorante Montana, adiacente la pista di Fiorano, dove la titolare “Mamma Rossella” lo trattava davvero come un figlio.

Oppure Nicholas per Lewis: È il nome del fratello minore, al quale Lewis è legatissimo. «Quando ero piccolo, chiedevo sempre a mio papà di darmi un fratello. Alla fine è arrivato e già questo mi ha reso felice. Nicolas è un ragazzo disabile, ma ho scoperto e capito che persone nelle sue condizioni hanno una personalità formidabile: cade e si rialza, cade e si rialza sempre. Con serenità. Confesso: mi insegna molto».

“Uno dei loro punti in comune, a mio avviso – scrive Stefano Domenicali nella prefazione – è il provenire da famiglie semplici, con l’obiettivo di fare passi in avanti. Nello sport dei motori, ma anche nella vita: in questo scenario si sono calati con talento, professionalità e accettando tanti sacrifici. Vedrete allora che Michael, che è sempre apparso con la sua straordinaria personalità, in realtà ha sempre lavorato con un grande spirito di gruppo, per fare – e dare – il meglio a favore della squadra .Uno dei suoi pregi, infatti, è l’aver protetto chi l’ha aiutato e l’aver imparato dalle culture con le quali si è confrontato”.

“Incontrerete poi un Lewis che nel suo percorso di crescita ha avuto bisogno di mettere al centro, e valorizzare, le proprie radici – scrive sempre Domenicali – questa è la chiave per comprendere la grinta e la volontà che ha usato nell’affrontare un mondo complesso come quello del motorsport. La carriera di Hamilton è così sintetizzabile in modo molto semplice: ha cercato di pretendere dagli altri quanto ha sempre domandato a se stesso”

Domenicali poi conferma una cosa di cui si è spesso scritto, ovvero che la Ferrari aveva cercato Hamilton in altre occasioni: “Confesso che più di una volta io e il presidente Luca Cordero di Montezemolo abbiamo valutato l’opzione Hamilton per la Ferrari. Ma Lewis in quel momento era “top driver” della McLaren: sarebbe stato molto complicato convincerlo a venire da noi”.

Exit mobile version