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Si ricorre in Austria: istruzioni per l’uso. Cambiano le mescole e torna il pubblico

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La Formula 1 conclude in Austria la prima tripletta stagionale con il primo back to back sulla stessa pista dove si è gareggiato la scorsa setimana. Un anno fa il primo gp ausutriaco vide sul podio Bottas, Leclerc e Norris, mentre sette giorni dopo nel Gp di Stiria sul podio finirono Hamilton, Bottas e Verstappen. Solo Bottas è rimasto sul podio.

Il circuito sarà lo stesso – lungo 4,3 km, caratterizzato da appena undici curve, diversi cambi di pendenza e tre zone DRS – ma ci saranno comunque parecchie differenze.

Due quelle sicure: Pirelli porterà gomme di una specifica più morbida rispetto a quelle impiegate nello scorso weekend: C3, C4, C5. La Medium del GP di Stiria sarà dunque la Hard di questa gara, la Soft diventerà la Medium e la Soft di questa corsa sarà la più morbida tra le mescole messe a punto dal fornitore unico di pneumatici.

L’altra novità è costituita dal pubblico che, dopo le prove generali a capienza ridotta della scorsa settimana, è atteso in massa sugli spalti. La terza variabile potrebbe essere quella del meteo: le temperature sono attese in discesa e le condizioni atmosferiche dovrebbero essere peggiori rispetto a una settimana fa, il che potrebbe scompaginare le carte in tavola.

Istruzioni per l’uso:

Così come nel 2020, anche quest’anno la Formula 1 disputa 2 GP consecutivi al Red Bull Ring. Secondo i tecnici Brembo il tracciato austriaco rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico alle piste di Imola e Monaco. 

Questa pista è invece altamente impegnativa per le MotoGP: il suo indice di difficoltà è 5, sempre adottando la medesima scala. Avendo come punto di contatto con l’asfalto solo due ruote, infatti, l’impiego dei freni per le moto risulta totalmente differente, per non parlare degli spazi di frenata. ​

Così come per la MotoGP, anche le monoposto utilizzano i freni in 7 delle 10 curve. In 4 di queste però gli spazi di frenata sono inferiori ai 75 metri, una distanza che alle moto serve a perdere all’incirca una cinquantina di km/h. Il gap si fa più ampio quando le decelerazioni sono più intense, come alle curve 1, 3 e 4: 141 metri massimo per le F.1, oltre un centinaio di metri in più per le moto. 

Ne conseguono tempi di frenata totalmente differenti: in un giro i freni delle F.1 sono attivi per 10 secondi, a fronte dei 27 secondi delle MotoGP, complici 3 frenate per le moto da oltre 4 secondi l’una. Decisamente agli antipodi anche le decelerazioni sperimentate dai piloti: un valore massimo di 1,5 g per le moto contro punte di oltre 5 g per le Formula 1. ​​

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