E’ andata molto meglio del previsto. La gara è stata decisamente meglio delle qualifiche con qualche bel duello e un risparmio dell’energia meno evidente che sul giro secco. La Mercedes resta imbattibile per ora, ma chi insegue qualche sogno può ancora farlo.
La Mercedes si è divorata il Gran premio d’Australia con un uno-due ampiamente previsto dopo il dominio visto in qualifica , ma la gara è stata decisamente più frizzante di quanto si aspettassimo. Merito della Ferrari che ha dato spettacolo in partenza e poi ha retto fino al cambio gomme dopo che Charles e Russell hanno duellato alla grande in pista.
Russell davanti ad Antonelli come dettato già dalle qualifiche, ma non è stata una passeggiata perché la Ferrari non è sparita come sin poteva supporre dal distacco preso in qualifica.
Leclerc è balzato in testa al via con uno slalom clamoroso, seguito da Hamilton che è risalito fino al terzo posto, favorito anche dal buco in griglia davanti a lui per l’errore clamoroso di Piastri, andato a muro durante il giro di ricognizione. La SF-26 ha mantenuto le promesse di una partenza a razzo come quelle viste nei test. Ma una cosa era farla a fine prove, un’altra è ripetersi in gara. Charles ha bruciato tutti, mentre Antonelli ha commesso l’unico errore della sua domenica scivolando in settima posizione. E proprio la rimonta di Kimi, al quarto podio della carriera, è la dimostrazione della forza Mercedes.
Il team di Toto Wolff ha approfittato anche della Virtual safety car per cambiare le gomme in anticipo (13° giro) perdendo meno tempo, cosa che la Ferrari non ha fatto tentennando un po’ troppo e rimandando il suo cambio gomme al 26° passaggio. “Uno dei due avrebbe dovuto rientrare”, ha detto Hamilton via radio. Non aveva tutti i torti, ma la scelta del box ferrarista non ha influito sul risultato finale.
Si è rivisto un Hamilton cattivo al punto giusto: “Spingiamo che non si sa mai”, ha detto a sette giri dalla fine e lui ha spinto fino a chiudere in scia a Leclerc. La Ferrari è dietro alla Mercedes, ma se lavora sui suoi punti deboli non tutto è perduto. “Un buon inizio, ma non possiamo certo essere contenti di un terzo e quarto posto. Abbiamo raccolto dei dati importanti e ora dobbiamo continuare a lavorare”, ha detto Benedetto Vigna, ceo ferrarista, da Melbourne.
Anche se per ora la carta migliore da giocare per noi italiani è quella di Kimi Antonelli.

