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Tenerezza e determinazione nel film su Antonelli

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Non è da tutti a 18 anni e con soli 6 gran premi di Formula 1 alle spalle di avere già un docufilm sulla tua vita in programmazione su Netflix. Kimi Antonelli può anche questo. E così ecco “The Seat” che sarà anche un prodotto sponsorizzato da WhatsApp (sponsor anche di Mercedes), ma è un prodotto ben fatto, pieno di tenerezza, ma anche di determinazione.

Inside the biggest driver change in F1 History, recita il sommario. Ma in “The Seat“, c’è soprattutto Kimi. Con la tenerezza della sua famiglia che lo protegge. Mamma Veronica, papà Marco e la sorellina Maggie a cui i compagni di scuola ora chiedono gli autografi del fratello… Compare anche la nonna con i suoi tortellini…

Il centro del gioco è la telefonata WhatsApp con cui Toto Wolff annuncia a Kimi che sarebbe diventato pilota ufficiale Mercedes nel 2025. Ci sono Toto, Kimi, suo padre Marco, James Allison, Bradley Lord e Gwen Lagrue, il responsabile del team giovani di Mercedes. Kimi e Marco sono sorpresi. Vorrebbero scoppiare di gioia… Non era mai capitato nella storia (Verstappen a parte che però partì dalla Red Bull) che a un minorenne venisse affidato un sedile così importante.

Viene raccontato come si è arrivati alla scelta. Di come James Allison avrebbe preferito farlo maturare un anno ancora. Di come Gwen abbia insistito e di come Toto abbia analizzato la situazione prima di prendere la grande decisione.

C’è anche il racconto del debutto di Monza e di quell’incidente al secondo giro che oggi scopriamo gli abbia fatto davvero male (nel morale). Lo aveva raccontato Marco dopo la pole sprint di Miami, lo raccontano del film anche Kimi e la squadra. Lui racconta delle lacrime mentre era sdraiato sul lettino dell’ospedale della pista di Monza. Ferito dentro. Ci sono i messaggi radio di Toto che lo protegge come un figlio. E poi nella notte la tenerissima e bellissima telefonata di Bradley Lord, molto più di un responsabile delle relazioni esterne: “Kimi immagino come tu possa sentirti, ma ti assicuro che in quei due giri abbiamo visto in te qualcosa che non si può insegnare a nessuno. Riposati che domani è il grande giorno dell’annuncio”. Così si protegge un talento, si fa crescere un campione.

Forse la fortuna di Kimi è proprio quella di aver trovato la Mercedes (e non la Ferrari) sulla sua strada.

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