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Un anno senza #Marchionne

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Sergio Marchionne e John Elkann il primo giugno 2018 al Capital Day

Un anno senza Marchionne. Un anno senza l’uomo che ha salvato la Fiat trasformandola in Fca, moltiplicando per 12 (da 5 a 61 miliardi) il valore di Borsa di un gruppo che perdeva 200 mila euro all’ora.

Come stanno Fca, Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Jeep, Maserati e Ferrari a un anno anno dalla scomparsa dell’uomo che ha ridato vita al gruppo?

Cavallino a parte, non stanno troppo bene. La Ferrari che non vince in Formula1 continua a volare sui mercati. Il 25 luglio dello scorso anno capitalizzava 21 miliardi, oggi si avvicina ai 29. L’azione che era a 111,90 alla chiusura del 25 luglio, oggi viaggia sopra il 149 euro. Il programma lasciato in eredità da Marchionne (nonostante il rinvio del Fuv) ha prodotto ottimi risultati. Meno in pista dove Binotto è rimasto un po’ troppo solo, ma questo è un altro discorso.

E’ vero che il momento è delicato, che la prima supercar di serie ibrida è appena arrivata, ma i piani 2019 annunciavano 5 modelli nuovi e alla vigilia di Francoforte (Salone che il gruppo diserterà) verranno presentate altre novità in una giornata chiamata “Universo Ferrari”.

Dopo la vendita di Magneti & Marelli e il mancato accordo Renault, Fca si sta ancora guardando attorno per lavorare a una nuova fusione, indispensabile per continuare a vivere in un mondo in completa trasformazione come quello dell’automotive. https://forbes.it/2019/07/22/un-anno-senza-marchionne-10-lezioni-sulla-leadership-dal-supermanager/

Il presidente John Elkann che ieri ha voluto ricordare Marchionne così https://topspeedblog.it/elkann-lesempio-di-marchionne-e-ancora-vivo-dentro-di-noi/, in occasione del 120° compleanno di Fiat appena festeggiato, aveva dichiarato a La Stampa: ” Fca è un’azienda culturalmente pronta ad affrontare le sfide della nuova era: rinnovarsi è nel dna del nostro business come del nostro impegno. Ed al tempo stesso abbiamo radici forti… oggi la nostra società è forte come mai prima: con i suoi circa 200.000 dipendenti, che lavorano in oltre 100 stabilimenti e 46 centri di ricerca, alla fine del 2018 aveva ricavi per 110 miliardi di euro, un utile netto di 3,6 miliardi di euro e cassa positiva. Numeri che il piano di sviluppo in corso vede in ulteriore crescita che fanno di Fca uno dei maggiori produttori di auto al mondo, presente in 135 paesi del mondo con 13 marchi e alla 500 che ha un record di vendita pari a 6 milioni di vetture”.

In realtà a stare davvero bene è soltanto Jeep che ha presentato la sua versione ibrida a Ginevra e poi al Parco Valentino e continua a macinare numeri importanti e a far da cassaforte per tutto il gruppo. Fiat aspetta la 500 elettrica (che verrà prodotta a Mirafiori), Alfa Romeo pur con un prodotto notevole come Stelvio non è riuscita a sfondare all’estero, Maserati sta facendo una fatica enorme con una gamma ormai vecchiotta, Lancia è tenuta in vita da anni dallo stesso modello Ypsilon presentato ogni volta con un maquillage diverso…

La sensazione è che Marchionne manchi e molto. Soprattutto a John Elkann. Il nuovo ceo di Fca, Mike Manley ha avuto la brillante idea di vendere le sue azioni ai massimi, prima della rinuncia al deal con Renault e non ci ha fatto una grande figura (Sergione lo avrebbe preso a calci nel sedere come minimo, il vecchio capo di Alfa Romeo, Reid Bigland è implicato in un’indagine federale in Usa e in causa con l’azienda…

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