Mamma che paura! Lassù c’è qualcuno che ama #Valentino

Lassù c’è qualcuno che ama Valentino Rossi. Oggi non possono esserci dubbi. Lassù c’è qualcuno che ha tirato i fili nel momento giusto togliendo dalla sua traiettoria le moto di Zarco e Morbidelli che lo stavano colpendo come due proiettili, ma che dico due bombe. Forse è stato il Sic a guardare giù…

Vedi e rivedi al rallentatore l’incidente di Spielberg e ti viene il sangue freddo. Pensi a quello che deve aver provato Valentino e ti si ghiaccia ancora di più. Poi dopo un quarto d’ora, dopo aver rivisto tutto in tv, vedi che Valentino è lì prontissimo a ripartire e allora pensi che questi non sono uomini normali. Questi sono davvero speciali. Non dico super uomini, ma poco di manca. Riescono a congelare le loro emozioni, riescono a isolarsi e a ributtarsi nel loro lavoto come se nulla fosse.

Valentino nella sua vita è caduto tante volte, si è anche fatto male. Ha toccato la morte nella maledetta domenica di Simoncelli, ma non credo abbia mai visto la sua morte da vicino come questa volta con due moto impazzite che lo hanno sfiorato di centimetri, non di metri.

“Un coraggioso o è matto o non aveva scelta. Io non avevo scelta. Non potevo andarmene a casa… E’ stata tosta. Sono ancora scosso. Anche ripartire non è stato facile. Probabilmente è il più grande spavento che ho provato, ho visto un’ombra, pensavo fosse l’elicottero, invece era la moto di Morbidelli. Oggi il Santo dei motociclisti ha avuto molto da fare. E’ stato tutto molto, ma molto pericoloso”. Ma Vale oltre alla paura ha anche la rabbia: “va bene essere aggressivi, ma ci vuole rispetto. Zarco l’ha fatto apposta. Ha rallentato apposta e Morbidelli non poteva evitarlo. Sono movimenti che non si dovrebbe fare mai perché rischiamo la nostra vita. Diciamolo. La direzione di gara dovrebbe prendere provvedimenti. Scientemente ha tagliato la strada a 300 all’ora. Morbidelli non poteva fare nulla per evitarlo”. E il Morbido parla di condotta assassina. Non tira certo indietro la mano: “Zarco è stato un mezzo assassino. Spero quanto è successo lo faccia riflettere”.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.