Verstappen ha inaugurato il lungo weekend di Suzuka con una conferenza stampa sopra le righe in cui è partito dicendo: “Non parlo finché quel giornalista non se ne va”. Con chi ce l’aveva Max? Con l’inviato del Guardian con il quale aveva avuto una discussione al termine dell’ultimo Gp dell’anno scorso ad Abu Dhabi.
Questa la spiegazione di Giles Richards: (vedi qui)
“Il nostro primo incontro faccia a faccia del 2026 avvene a Suzuka, quando scopro che l’olandese ha una memoria a dir poco prodigiosa. Quando mi vede, mi fissa, sorride e dichiara che non parlerà finché non me ne andrò. Nel corso di un breve scambio di 30 secondi, mi dice due volte di “andarmene”. Non mi era mai stato chiesto di lasciare una conferenza stampa. È un evento estremamente raro per un giornalista di Formula 1, e quasi nessuno riesce a ricordare più di uno o due casi simili.
In oltre dieci anni di carriera come giornalista sportivo, ho intervistato Verstappen una dozzina di volte, e in tutte le occasioni si è dimostrato cordiale e di buon umore. Il suo straordinario talento ha suscitato elogi e ammirazione in quegli articoli, mentre le critiche sono state minime e limitate ai soli casi giustificati.
Un episodio accaduto l’anno scorso, tuttavia, sembra aver toccato un nervo scoperto. Al Gran Premio di Spagna, Verstappen ha tamponato la vettura di George Russell , venendo penalizzato di 10 secondi. Questo lo ha fatto scivolare dal quinto al decimo posto e gli è costato nove punti. Alla fine della stagione, dopo una straordinaria rimonta (da me caldamente elogiata) e un pizzico di fortuna, visto che la McLaren ha perso punti nelle ultime gare, Verstappen ha mancato la riconferma del titolo per soli due punti.
Dopo la finale di stagione ad Abu Dhabi gli ho chiesto cosa ne pensasse di quell’episodio e se avesse dei rimpianti, una domanda che andava fatta. Verstappen si è risentito. “Ti dimentichi di tutto il resto che è successo nella mia stagione. L’unica cosa che menzioni è Barcellona. Sapevo che sarebbe arrivata. Ora mi stai facendo quel sorrisetto stupido.”
La domanda di Giles era più che legittima. Anche se Max aveva perso punti per colpa di quella penalizzazione, ma anche per colpa dell’incidente con Kimi in Austria. Insomma era impossibile indicare un solo evento come la causa del mancatro Mondiale. La domanda comunque ci stava tutta ed è inaccettabile il comportamento di Max, forse nervoso perchè in Giappone l’anno scorso vinceva lui, mentre quest’anno vinceranno altri.
Non è la prima volta che un pilota si fa giustizia da solo con la stampa però. Ricordo Nigel Mansell che un giorno a Jerez disse: io non parlo se sotto la tenda Ferrari (dove si tenevano le conferenze) ci sono anche quei due. Ce l’aveva con due colleghi italiani che avevano inventato un’intervista attribuendo a lui le parole del suo manager… Non era cosa da poco perchè la gara prima Mansell l’aveva combinata grosso con Prost (e Senna) all’Estoril…
Un’altra volta fu Jean Todt a rifiutarsi di rispondere alle domande di un giornalista. Questo lo so bene perchè ero io. Lo avevo criticato e scritto che a Maranello erano volate le scrivanie. Per un paio di mesi ignorò le mie domande in conferenza, ma almeno non mi buttò mai fuori per non impedirmi di fare il mio lavoro. Poi facemmo la pace e con Todt ho sempre avuto un ottimo rapporto. Leale. Anche oggi quando lo cerco, richiama sempre. Quello che Todt non sopportava era che da Maranello uscissero in cotinuazione degli spifferi su ciò che accadeva all’interno. Una cosa che dopo i primi anni non accadde più.

