Verstappen e la Red Bull sono tornati a dettare il passo. Singapore è rimasto un caso isolato. In Giappone ritroviamo Max davanti di 6 decimi in Fp1 e di 3 decimi in Fp2. Come sempre Max ci ha messo del suo, visto che Perez è rimasto ad un secondo. Ma anche questo è un classico stagionale.
A Suzuka sembra tornato anche Leclerc che, dietro a Sainz nelle prime prove, è tornato davanti in Fp2. Ma qui quello che conta sarà la qualifica. Dopo le due pole di Carlos, toccherà a Charles battere un colpo a Suzuka, su un’altra di quelle piste che gli piaccionoi molto.
“Ci siamo sentiti bene fin dal primo giro, la macchina è subito stata facile da guidare. Abbiamo cominciato bene sia in gara che in qualifica anche se dovremo lavorare perchè c’è molto degrado”, ha detto un Max sereno come prima di Singapore. Si è ripreso in mano il mondiale e la sensazione è che in gara, proprio grazie alla gentilezza Red Bull sulle gomme, non ce ne sarà per nessuno. Anche in qualifica è il favorito, ma dovrà fare tutto alla perfezione per tenere dietro le Ferrari.
La Scuderia sembra aver fatto un altro passo verso la comprensione tardiva della SF-23. Dopo le prime prove sembra dietro a Red Bull, ma davanti allla concorrenza che si chiama Mercedes e McLaren e meno Aston Martin.
Con Max che torna volare ogni pronostico diventa obbligato: torna ad esser difficile battere la Red Bull che come prevedibile si è ritrovata su una pista dalle caratteristiche perfette per la Red Bull Istruzioni per l’uso di Suzuka: il gran premio della verità. Al team di Horner, tra l’altro, basta ottenere un punto in più delle Mercedes per conquistare aritmeticamente il titolo Costruttori. Max invece dovrà attendere. Non troppo. Visi i 145 punti di vantaggio su Perez a sette gare (e tre sprint) dalla fine.
La Ferrari esce dal primo giorno di Suzuka come seconda forza. L’obbiettivo reale è solo questo: stare davanti agli altri e cercare di recuperare i 24 punti che la dividono dalla Mercedes. In casa Ferrari però sarà interessante il duello tra Charles e Carlos. Amici sì, ma continuando ad essere grandi avversari.

