Addio a Munari il drago dei rally

Sandro Munari era i rally e i rally, per tanto tempo in Italia e non solo, sono stati Sandro Munari. Il Drago si e’ spento nella notte a casa sua. Avrebbe compiuto 86 anni il 27 marzo.

Munari, Mannucci e la Lancia erano stati i dominatori della strada negli anni Settanta. Il loro poker al Rally di Monte Carlo resta nella storia (1972, 1975, 1976, 1977). Prima con la Lancia Fulvia e poi con la Stratos.

Corse anche in pista e con la Ferrari 312PB insieme a Arturo Merzario vinse la Targa Florio del 1972 e conquistò il quarto posto alla 1000 km di Zeltweg, sempre nel 1972. Williamslo cgiamò anche per guidare in F1 al posto di Nanni Galli, ma la Lancia (Cesare Fioro) non gli diede il permesso.

La sua è stata una vita di traverso, come recita il bel libro che qualche anno fa gli dedicò Sergio Ramondino (Giorgio Nada Editore). Il suo albo d’oro racconta: due volte campione italiano Rally, campione europeo Rally nel 1973, vincitore della Coppa Fia piloti nel 1977 – il Campionato del Mondo – vincitore di 4 edizione del Rally di Montecarlo e della Targa Florio nel 1972 su Ferrari). Vinse con la Lancia, poi passò alla Fiat 131 e dopo i rally provò con i raid al Faraoni e alla Dakar.

Ma soprattutto era un gentiluomo delle corse. Sempre disponibile a raccontare la sua epoca a chi l’aveva vissuto solo da spettatore. Purtroppo gli ultimi anni sono stati durissimi. Ma la vita del Drago in pista è stata leggendaria. Ci sarebbe materiale per una bella fiction di quello che vanno di moda ora.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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