E’ morto a 83 anni l’ingegner Claudio Lombardi, un mago dei motori, dietro ai grandi successi Mondiali della Lancia prima di passare alla Ferrari dove è stato anche responsabile della Scuderia dopo Cesare Fiorio.
Nato ad Alessandria nel 1942, laureato in ingegneria meccanica a Bologna, iniziò la sua carriera in Fiat per poi approdare al reparto corse Lancia/Fiat, dove dal 1975 al 1990 diede vita a progetti rivoluzionari. Tra questi la Lancia Delta S4, simbolo indiscusso del Gruppo B, e il motore Triflux, capolavoro di ingegneria che ancora oggi è ricordato dagli appassionati.
Nel 1991 approdò alla Ferrari, chiamato da Cesare Fiorio per occuparsi di motori, ma poi dopo il divorzio di Fiorio, gli fu affidata la responsabiloità della Scuderia fino all’arrivo di Montezemolo che dopo il disastroso 1992, chiamò Jean Todt.
Il nome di Lombardi è legato allo sviluppo del V12 che regalò alla Ferrari le vittorie al Gran premio di Germania 1994 e del Canada 1995 con Berger e Alesi, le prime della gestione Todt.
“Quando nel 1992 chiesi chi aveva progettato la monposto nessuno mi rispose e capii che non eravamo messi bene… l’ingegner Lombardi mi disse: io sono il Ron Dennis della Ferrari… allora capii che dovevo cambiare qualcosa”, ricorda spesso Montezemolo.
Lombardi era un motorista straordinario e il ruolo di team principal in un mondo di squali come la F1 degli anni Novanta, non era adatto per una persona come lui, corretta, trasparente e poco abituata ai giochi politici.


