Non è una bella storia, tanto che le parti l’hanno tenuta nascosta per un anno. Poi ieri una fuga di notizie dal Tribunale di Bologna ha fatto emergere la causa di Giovanni Minardi, figlio di Giancarlo e manager di piloti, contro Kimi Antonelli e famiglia.
Giovanni che nel 2019 aveva firmato un contratto decennale con Kimi e’ stato estromesso dai giochi quando Kimi ha firmato con la Mercedes in F1… un classico un team che investe su un giovane vuole gestirlo in toto, sponsor inclusi.
Minardi pero’ si aspettava un trattamento diverso visto che erano stati lui e suo padre a presentate Kimi a Toto… ora chiede una percentuale dei guadagni degli ultimi due anni…
“Giovanni Minardi ha sofferto enormemente per quanto accaduto e si è rivolto alla giustizia ordinaria perchè era rimasta l’unica via”, ha spiegato all’Adnkronos Mattia Grassani, legale del manager Giovanni Minardi. “Tanti anni di lavoro, sacrifici e investimenti sul giovane pilota meritavano ben altro riconoscimento. La strada della giustizia ordinaria è stata una scelta obbligata”Si tratta di un procedimento aperto da un anno e molto complesso, e per il quale si sono già celebrate numerose udienze e che vede contrapposti, Giovanni Minardi e Kimi Antonelli con i genitori per l’inadempimento del contratto di manager conferito al minorenne Kimi e dai genitori parecchi anni fa, rispetto al quale quando il pilota passò in Mercedes, e il team Antonelli ritenne che non ci fossero più le condizioni per proseguire. Di qui è nata la controversia”, ha aggiunto Grassani.
“Ci sono state ompportunità per definirla stragiudizialmente, ma le offerte formulate sono state ritenute irricevibili dall’ex manager, il quale ha dato ampia disponibilità, ma purtroppo, non si è arrivati a trovare un punto d’incontro. Non è solo una questione economica, ma anche e soprattutto di rispetto e di principi, visto che Giovanni Minardi ha creduto in un pilota all’epoca sconosciuto, lo ha seguito fin dagli otto anni ed è stato colui che poi ha favorito la carriera che adesso sta facendo, presentandolo prima alla Ferrari e poi alla Mercedes”, ha sottolineato Grassani che ha aggiunto come questa sia stata “una scelta obbligata perché tutte le altre strategie e gli altri percorsi che potevano essere compiuti non si sono realizzati. La giustizia ordinaria ha rappresentato l’extrema ratio, ma l’unica via percorribile per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni da parte di Giovanni Minardi. Confidiamo nell’accoglimento delle ragioni fatte valere dall’ex manager avanti al Tribunale di Bologna e anche in un felice esito della causa civile”, ha concluso il legale.

