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Antonelli non si ferma più: terza di fila e fuga nel Mondiale

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Mamma mia Kimi. Il ragazzo non si ferma più. Non gli danno lo champagne perché è troppo giovane per bere alcolici negli States, ma lui brinda più felice degli altri. È il suo momento, ed è un momento che potrebbe non finire mai…

Non ci sono limiti per i sogni di Kimi. Gara dopo gara aggiunque qualcosa di nuovo. Diventa difficile restare con i piedi per terra dopo la sua terza vittoria di fila, arrivata dopo una gara in cui aveva sbagliato ancora la partenza, ma in cui dopo il pit-stop ha dovuto resistere per 27 giri con Lando Norris, il campione del mondo, negli specchietti. Lando ha spinto, ha cercato di indurlo all’errore.

Ma Kimi dopo l’errore al via (“Ho dovuto frenare prima per evitare gli altri, non è stata brutta come quella della sprint”, racconta), non ha più avuto la minima esitazione. Il team ha azzeccato la strategia, lo ha rimesso in pista dandogli subito la chance di andare all’attacco di Norris e di passarlo alla prima occasione. Kimi si è lamentato via radio un paio di volte (“Le mie gomme posteriori sono andate”), ma Bono lo ha tranquillizzato (“Tranquillo è solo un problema di temperature”). Per il resto ha gestito la gara con la freddezza di un veterano, come se lui non sentisse la pressione.

“E’ solo l’inizio, la strada è ancora lunga – ha detto prima di salire sul podio – Godiamoci questa vittoria, ma poi torniamo al lavoro per il Canada”. Pensa già alla prossima, vola verso un altro traguardo e non si dimentica di ringraziare il team e la famiglia che lo ha abbracciato appena sceso dalla sua Mercedes. “Ora dobbiamo solo migliorare la partenza”, gli dice Toto. L’ultima (e unica) volta che un pilota italiano aveva vinto tre gare di fila, erano gli anni Cinquanta e quell’uomo, Alberto Ascari, a fine anno divenne campione del mondo. Lasciateci sognare.

Dopo quattro gare Kimi ha 100 punti. Tre vittorie e un secondo posto. Ha 20 punti di vantaggio sul suo compagno che è arrivato, quarto, con due posizioni recuperate nell’ultimo giro, ma con 43”9 di distacco. Un’altra botta alla sua fiducia. Mai si sarebbe immaginato di avere in casa un avversario così. Mai il mondo si sarebbe aspettato di trovare così in fretta una nuova stella.

Dopo un mese di pausa si è ricominciato da dove ci eravamo lasciati in Giappone. Le McLaren sono cresciute, sono arrivate sul podio, ma contro questo Kimi non hanno potuto fare nulla. La Ferrari grazie a Leclerc era sul podio fino all’ultimo giro, poi Charles ha sbagliato tutto: improvvisamente è andato in testa coda e poi ha faticato ad arrivare in fondo, lasciandosì però passare da Russell e Verstappen. “Sono deluso ho buttato tutto nel cestino all’ultimo giro”.

Il povero Charles ha chiuso solo sesto, davanti ad un anonimo Hamilton. Charles era scattato in testa, ma già al quarto giro era stato passato da Kimi. Al via aveva sfiorato il crash con Verstappen che per non colpirlo alla prima staccata era finito il testa coda, ricominciando la gara dal no nono posto con una furia tutta sua. Il cambio gomme anticipato. Gli una regalato un jolly, ma poi alla fine ha pagato tutto, chiudendo tra una sportellata e l’altra al quinto posto.

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