Svegliati Italia, svegliati e continua a sognare con Andrea Kimi Antonelli che vent’anni dopo Fisichella riporta l’Italia sul gradino più alto del podio. Lacrime e gioia per un ragazzo che non era ancora nato quando il 19 marzo 2006, Fisichella aveva vinto in Malesia. Un ragazzo che è solo all’inizio della sua favola. Un ragazzo che è già nella storia e in un anno solo ha costruito tutto questo.

Pole, giro veloce e vittoria, quello che viene chiamato hat trick, il primo a riuscirci dopo Ascari nel 1953. Antonelli ha lasciato sfogare Hamilton in partenza, ma al secondo giro è passato in testa e non c’è più stato nulla per nessuno, neppure quando la Safety Car ha mischiato le carte al decimo giro. Kimi ha controllato prima le Ferrari che si sono sportellate tra loro e poi Russell che non è mai stato in grado di impensierire il suo compagno di squadra. Alla fine ha cominciato a infilare un giro veloce dietro l’altro, ha commesso un piccolo errore al penultimo passaggio (“Mi sono cagato addosso”, dice poi nel retropalco chiacchierando con Domenicali), andando lungo alla prima curva, ma è riuscito a tenere l’emozione e le lacrime sotto controllo e alla fine ha tagliato il traguardo con 5”5 di vantaggio su Russell e oltre 25” su Hamilton che festeggia il suo primo podio in “Oggi abbiamo fatto primo secondo e terzo”, scherza Totò Wolff citando pure Hamilton come pilota Mercedes perché anche se è in rosso è della famiglia.
Kimi è il secondo vincitore più giovane della storia a 19 anni 6 mesi e 18 giorni (dietro a Verstappen). Dopo 398 gran premi torna farci sentire l’inno di Mameli (escluse le vittorie Ferrari in questi 20 anni). E naturalmente è l’italiano più giovane a vincere, superando Elio De Angelis che aveva vinto a 24 anni 4 mesi e 20 giorni in Austria nel 1982.
Il duello di casa Ferrari è stata l’altra faccia del Gran premio di Cina. Hamilton e Leclerc si sono scavalcati una decina di volte, si sono anche toccati, si sono divertiti facendo salire i battiti dei ferraristi che hanno temuto il big crash. Fortunatamente non hanno combinato il pasticcio, ma hanno lasciato fuggire via Kimi e permesso a Russell di recuperare. Un duello che non ha influito sull’esito della gara, tanto era il vantaggio delle Mercedes, ma che ha tenuto tutti con il fiato sospeso per una gran parte della gara. Una gara strana che non ha visto al via le McLaren di Norris e Piastri che non sono neppure uscite dai box e non ha visto al traguardo neppure Verstappen, fermato a dieci giri dalla fine dopo che aveva rimontato fino al sesto posto, dietro al piccolo grande Bearman.


