Auguri a Hamilton (41) ma per la Ferrari è ancora un pilota?

Buon compleanno a Hamilton. Sono 41 e qualcuno in Ferrari mi deve spiegare perché per fargli gli auguri sui social non hanno usato delle sue foto in divisa da pilota ferrarista. Perchè pubblicare due fotografia da Vogue più che da sito della Scuderia Ferrari? Si voleva fare un regalo a qualche sponsor? Magari a quello che fornisce gli occhiali da sole?

Non è che sotto sotto la Ferrari consideri Lewis più uno strumento di marketing che un pilota su cui puntare ancora. In fin dei conti dal punto di vista promozionale l’operazione Hamilton è stata un successo, ha attirato più sponsor che mai sulla carrozzeria della monosposto…

Ma la domanda vera alla vigilia di una stagione decisiva come questa è che Hamilton vedremo in pista? Con le nuove regole e un nuovo stile di guida, riuscirà ancora a incidere come un tempo. In fin dei conti sono due stagioni che le prende dal suo compagno di squadra. Lui che aveva sempre dominato il confronto (tranne nell’anno in cui perse il Mondale con Rosberg). Se anche qust’anno, per la terza stagione di fila, dovesse prenderle da Leclerc, beh credo che nel 2027 la Ferrari debba pensare a qualcun altro. Sognare in grande con Max o semplicemente sognare con Bearman. Ma aspettiamo e vediamo.

Una settimana fa Lewis Hamilton ha pubblicato un video che lo mostra mentre si allena in palestra tra boxe e pesi… con la frase: “Ho ancora molte montagne da scalare e lavori duramente perchè sono ancira convinto di potercela fare”. Più uno spot pubblicitario che video motivazionale. (https://www.instagram.com/p/DS5ZkCjiYYw/). Ma che Lewis ci creda ancora lo dice il fatto che sia ancora qui, ansioso di rimettersi in moto per vedere l’effetto che faranno le nuove regole.

“Sto dando tutto me stesso voglio che il 2026 sia il nostro anno e sto facendo di tutto per lavorare con la
squadra per riuscire a costruire il nostro successo”, aveva detto a fine stagione. Il 2026 è arrivato.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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