Vincerà sempre il migliore, ma questa volta potrebbe non essere il più veloce in pista, ma solo il più intelligente a sfruttare meglio l’energia a sua disposizione. Benvenuti nella Formula 1 2026.
Novantadue giorni dopo la chiusura di Abu Dhabi, la Formula 1 riparte dall’Australia per un’avventura tutta nuova. Nulla è più come prima. Tutto è cambiato tranne i nomi dei candidati al titolo. Nonostante la rivoluzione, scommetto che il nome del campione del mondo 2026, il primo della nuova era, verrà fuori tra i piloti di Mercedes, McLaren, Ferrari o Max Verstappen.
Stefano Domenicali dice di non capire il “panico” per le nuove auto. (vedi qui) ma su qualche sito inglese lo hanno già preso in giro: “sembra di sentire quello che disse il capitano del Titanic quando si scontrò con quel fatidico iceberg”. Per lui vincerà sempre il migliore. Ma con le regole attuali il migliore non sarà necessariamente il pù veloce, potrebbe anche essere solo il più intelligente.
“Esteticamente, le monoposto del 2026 hanno un aspetto migliore rispetto alla versione precedente, ma purtroppo gli aspetti positivi finiscono qui”. dice Gary Anderson, una volta progettista e oggi opinionista. Tanto per far capire che stiamo per addentrarci in una stagione piena di dubbi.
Le monoposto, completamente rivoluzionate nelle power unit, nell’aerodinamica, nella getione dell’energia, nelle gomme, la benzina e i freni (vedi qui) hanno avuto 9 giorni di test a disposizione, ma la verità emergerà solo durante questo primo weekend australiano.
Per dare una rinfrescata al nuovo vocabolario da corsa di rimando a quando già scritto qui
La gara è in programma alle 5 di domenica mattina (diretta Sky ovviamente con Carlo Vanzini al microfono), le qualifiche saranno invece alle 6 di sabato mattina. Con Race Anatomy ci vediamo alle 8.15 di domenica.
In calendario ci sono 24 gare, ma vista la situazione mondiale, sono ad alto rischio le tappe in Bahrain (12 aprile) e Arabia Saudita (19).
Il Gran Premio d’Australia festeggia quarant’anni. La gara si disputerà per la ventinovesima volta a Melbourne che dal 1996 si è sostituita ad Adelaide, città che ha ospitato le prime undici edizioni.
Il pilota più vincente rimane Michael Schumacher con i suoi quattro primi posti, uno in più di Jenson Button e Sebastian Vettel. Altri ventuno piloti sono riusciti a vincere, compreso il campione in carica Lando Norris nel 2025.
L’appuntamento australiano è una delle gare con la maggiore varietà di vincenti. Tra i costruttori, è McLaren a detenere il primato (12), con un successo in più della Ferrari che ha vinto l’ultima volta a Melbourne nel 2024 con Carlos Sainz.
Istruzioni per l’uso del Gp
- Così come le vetture, anche gli pneumatici hanno subito dei cambiamenti. Le gomme hanno infatti un’impronta a terra e un diametro totale ridotti, pur mantenendo un cerchione di 18’’. Le mescole da asciutto sono cinque, da C1 a C5, e rimangono due le opzioni da bagnato, Intermedie e Full Wet.
- Per la pista dell’Albert Park, Pirelli ha selezionato il tris più morbido della sua gamma (C3, C4 e C5), come già aveva fatto nei due anni precedenti.
- Il tracciato cittadino è lungo 5,278 km e si sviluppa attorno ad un lago, combinando dei rettilinei veloci a curve tecniche a bassa e media velocità.
- La sua conformazione non sollecita in maniera elevata i pneumatici che degradano generalmente per l’usura più che per fattori termici. L’asfalto, composto anche da strade normalmente utilizzate per il traffico cittadino, è molto liscio. Lo scorso anno, nei giorni non interessati dalla pioggia, era comparso del graining seppur a livelli molto contenuti.
- Già dalle prove libere sarà interessante comprendere come le squadre abbiano pensato di approcciare il fine settimana, il primo evento in cui potranno esprimere appieno il potenziale delle vetture. Un’indicazione arriverà sicuramente dall’analisi di quanti performance run e long run verranno programmati già venerdì.
- Le prime sessioni di pista serviranno probabilmente anche per studiare come bilanciare al meglio le temperature sui due assi. L’energia trasmessa dalla power unit su quello posteriore accentuerà inevitabilmente un’asimmetria che potrebbe dover essere corretta, soprattutto in qualifica, con una differenziazione dei gradi delle termocoperte o con un giro di preparazione prima di quello lanciato.
- Per provare a ipotizzare invece da quante soste saranno composte le strategie di gara, bisognerà ponderare almeno un paio di fattori tra le diverse variabili. Il primo riguarda i carichi sviluppati dalle singole vetture che potrebbero essere derimenti nell’utilizzo o meno della mescola morbida in stint di gara, un’opzione teoricamente sul tavolo in una pista gentile come quella di Melbourne.
- Il secondo riguarda invece la facilità di sorpasso. Come sappiamo le vetture sono più piccole delle precedenti ma l’Albert Park, nonostante alcune modifiche negli anni passati, rimane un tracciato dove non è semplice trovare il giusto tratto per tentare la manovra sull’avversario. La nuova overtake mode potrebbe in questo caso facilitare le cose.
- Un elemento mutevole nel weekend australiano potrebbe essere anche il meteo. La gara è all’inizio dell’autunno (una settimana prima dell’anno scorso), periodo in cui gli sbalzi di temperatura sono frequenti quanto le piogge. Le precipitazioni intermittenti hanno condizionato proprio la gara del 2025 vinta da Lando Norris su Intermedie.
L’anno scorso la gara condizionata dalla pioggia
- Le condizioni meteorologiche hanno influito in maniera decisa sullo svolgimento della gara dell’anno scorso, suddividendola praticamente in tre parti, di cui solo quella centrale con pista asciutta. Tuti i piloti, dopo l’interruzione della procedura di partenza per l’uscita di pista del rookie Isack Hadjar, sono scattati con le Intermedie. Una neutralizzazione al trentatreesimo giro ha innescato il passaggio alle slick con una equa suddivisione tra Medium e Hard fino a quando il ritorno della pioggia ha costretto tutti al rientro per montare nuovamente le Intermedie, portate fino alla bandiera a scacchi.
- L’ultima gara disputata su asciutto è stata nel 2024, quando la strategia più utilizzata è stata quella a due soste con la combinazione Medium–Hard–Hard. Non è mancato, tuttavia, l’impiego della Soft da parte di alcuni piloti in partenza.

