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Buon compleanno a Minardi e viva il Minardi Day

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Giancarlo Minardi festeggia il 79° compleanno (complimento per la forma!) facendosi un regalo speciale: la decima edizione del Minardi Day, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di Formula 1 e motori che nel weekend raduna sul circuito di Imola centinaia di vetture con un solo obiettivo: girare e divertirsi senza far scattare il cronometro…

E per chi volesse leggere qualcosa su Minardi, ecco un estratto di un capirolo del mio Formula Italia che tra l’altro presenterò a Imola insieme al libro su Senna e Prost…

Se Giancarlo Minardi fosse stato un cercatore d’oro sarebbe diventato milionario. Ha un sesto senso nell’individuare le pepite, estrarle, lavorarle e lasciarle poi splendere di luce propria. Nessuno come lui, adesso con l’aiuto di suo figlio Giovanni, sa scovare i giovani talenti del motorismo. È un rabdomante che trova l’acqua nel deserto. Una volta individuava il giovane di talento e lo metteva in macchina nella sua scuderia, oggi lo affida alla scuola federale Csai o chiama qualche amico come è successo con Toto Wolff al quale, su consiglio di suo figlio, ha segnalato un certo Kimi Antonelli. Giancarlo Minardi sta ai piloti italiani come l’Enciclopedia Treccani sta alla cultura: mette il meglio alla portata di tutti e chi lo capisce sfrutta l’occasione.

Scorrete l’elenco dei piloti che hanno corso con la Minardi negli anni d’oro della Formula 1 e in quelli che hanno preceduto quell’avventura nelle formule minori e troverete il gotha dei piloti italiani (e non solo, perché non possiamo scordare Mark Webber, Marc Gené e soprattutto Fernando Alonso).

E se non bastasse date un’occhiata anche all’elenco dei tecnici e dei dirigenti che hanno lavorato con la Scuderia di Faenza e troverete una serie di nomi che hanno scritto o stanno scrivendo la storia del motorismo. Tre su tutti: l’ingegner Aldo Costa, partito da Faenza  e arrivato a vincere 26 titoli Mondiali tra la Ferrari di Schumacher e la Mercedes di Hamilton; Massimo Rivola entrato in Minardi il giorno dopo la laurea e poi arrivato ad essere CEO di Aprilia Corse, passando dalla Ferrari dove è stato direttore sportivo e responsabile dell’Academy ai tempi del baby Leclerc; Laurent Mekies uno che a Faenza ha messo le radici prima di volare in Ferrari e poi alla Red Bull dove ha sostituito sir Christian Horner. Per non scordare Simone Resta che a Monza ha accompagnato Kimi sul podio con la tuta della Mercedes. Anche lui è passato da Faenza (e poi da Maranello). Quattro professionalità cresciute alla scuola di Giancarlo Minardi e dell’ingegner Gabriele Tredozi che arrivava da Brisighella a due passi dalla fabbrica, oggi di proprietà della Red Bull che continua ad ingrandirla, ma anche a dare nomi improbabili ad un team che nel cuore continueremo a chiamare Minardi.

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