Lewis Hamilton ha vinto anche l’ultimo Gran premio dell’anno ad Abu Dhabi. È l’undicesima vittoria su 21 gare. La ciliegina su una stagione praticamente perfetta. Sul podio con lui Vettel e Verstappen.
Un lungo brivido all’inizio, quando Hulkenberg, andando a toccare Grosjean, si è capottato ed è rimasto a testa in già qualche minuto di troppo. Il tempo di girare la Renault e di permettergli di uscire. Senza un graffio. Solo paura, più per chi lo guardava in tv che per lui. Nulla da dire, anzi solo da applaudire la sicurezza delle Formula 1 di oggi.
Hamilton ha anticipato il cambio gomme e poi ha gestito la gara a suo piacimento. Non ha avuto battaglia da suo compagno di squadra, scomparso presto, senza rischiare di dovergli regalare la vittoria. Ha dovuto guardarsi dal ritorno finale della Ferrari di Vettel, mai però in zona da attacco (si è consolato con il giro più veloce). Ha potuto gestire tutto con tranquillità.
E con questa fanno 11. Come le pole. Una in più del resto del mondo. Ha dominato. Ha vinto meritatamente il suo quinto mondiale. E il distacco rifilato a Bottas la dice lunga su quanto abbia fatto lui la differenza.
Triste l’addio ferrarista di Raikkonen, fermato da un problema elettrico e comunque terzo nel mondiale così gli toccherà presentarsi alla premiazione. Peccato oggi avrebbe potuto divertirsi. Anche l’addio di Alonso è stato triste e con penalità per taglio di chicane: non è riuscito a regalarsi un piazzamento in zona punti… “Ma io di punti ne ho più di 1800 uno in più non cambia la mia vita” ha detto via radio. Un punticino lo avrebbe portato a 1900 tondi tondi…
La mossa più bella della giornata è stato il sorpasso di Verstappen a Bottas per la terza posizione. Sorpasso duro, con toccata finale, ma davvero stupefacente per la scelta della traiettoria e il tempismo. Super davvero.
Come super la scenografia finale con Hamilton e Vettel che hanno scortato Alonso nel giro per gli applausi dopo la bandiera a scacchi. Undici mondiali in tre. Un momento da film in coda a una gara da sonnellino.
