Annunci
La Formula 1 arriva all’ultima gara prima della pausa estiva con la certezza che il campione dell’estate sarà Kimi Antonelli, imprendibile in testa alla classifica con 45 punti di vantaggio su Lewis Hamilton che proprio in Ungheria un anno fa disse di sentirsi inutile.
Dopo la pole di Leclerc aveva detto via radio “Ancora una volta”. Una frase che poi aveva spiegato ai microfoni di Sky: “Mi riferivo solo a me stesso. Non so che cosa mi manchi per fare gli stessi tempi del mio compagno, me lo chiedo anch’io, non ho una risposta. Forse bisogna cambiare il pilota a questo punto…”. Il giorno dopo andò in crisi anche Leclerc, finito fuori dal podio…
Era stato un sabato orribile anche per Kimi, finito fiori in Q2 e solo 15° al via con tempo calcellato per superamento dei limiti, ma soprattutto senza feeling con le gomme nuove. In gara poi risalì fino alla zona punti.
Un anno dopo Antonelli e Hamilton sono in testa al Mondiale
Istruzioni per l’udo #HungarianGp
- Ultimo round per la Formula 1 prima della sosta estiva di quasi un mese. Per l’Hungaroring sarà il 41° GP, valore con cui eguaglierà il Nurburgring al 7° posto delle piste più utilizzate nel Campionato del Mondo.
- Quest’anno ricorre il 40° anniversario del primo GP disputato in Ungheria, nel 1986, nonché il primo oltre la Cortina di ferro: in quell’occasione gli spettatori furono duecentomila, provenienti da tutta l’Europa dell’Est.
- Per il Gran Premio d’Ungheria 2026 sono state riasfaltate curva 1 e 12, dopo che l’anno scorso era stato posato un nuovo manto su pit lane e griglia di partenza.
- Il tracciato è lungo 4,381 chilometri ed è composto da 14 curve. Spesso il circuito è paragonato ad una pista di kart per la sua ridotta lunghezza e tortuosità. È presente un solo vero e proprio rettilineo che coincide con la griglia di partenza e rappresenta una delle poche opportunità di sorpasso. Per il resto, i piloti sono messi alla prova con le numerose curve, alcune anche a 180°, che vengono ripetute 70 volte nell’intero corso della gara. Per questo motivo, solitamente gli assetti delle monoposto sono molto simili a quelli adottati a Montecarlo.
- Proprio come nel Principato, anche a Budapest verranno utilizzate le tre mescole più morbide della gamma. C3, C4 e C5 sono la scelta ideale per un tracciato lento dove è fondamentale la stabilità in trazione e frenata per affrontare i cambi di direzione. L’asfalto ha una rugosità pronunciata dovuta all’età dei tratti non rinnovati e il livello di aderenza è tra i più bassi della stagione, con un’importante evoluzione della pista nel corso del fine settimana.
- Le temperature di pista all’Hungaroring sono di solito i valori più alti registrati nel corso della stagione. Il degrado termico è dunque uno dei principali fattori di influenza sulle gomme, soprattutto all’asse posteriore per via della predominanza di fasi di trazione. Anche il graining potrebbe fare la sua comparsa sulle mescole più morbide.
- Proprio il degrado degli pneumatici dovrebbe avvicinare, in termini di tempo gara, le strategie di domenica a doppia sosta e quelle a singola sosta. Nella scelta tra le due opzioni entreranno sicuramente in gioco anche le considerazioni legate al vantaggio di mantenere una buona posizione in pista, su un circuito dove i sorpassi potrebbero rivelarsi complicati. Con temperature molto elevate, è probabile che le scuderie privilegino le due mescole più dure.
- Negli ultimi 10 anni solo tre volte ha vinto la gara chi è scattato in pole, nessuno nelle ultimi 5 edizioni. L’ultimo a vincere scattando davanti a tutti al via è stato Lewis Hamilton nel 2020
- L’anno dopo Lewis si ritrovò da solo sulla Griglia pderchè tutto il resto del gruppo rientrò a canbiare gomme. Quell’anno vinse Ocon.
- Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo l’Hungaroring, lungo 4.381 metri, rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 ha ottenuto un indice di difficoltà di 4 perché i freni sono utilizzati per il 22 per cento della gara
- In ogni giro i piloti se ne servono in 8 curve, per un totale di 16,7 secondi. Tre frenate sono classificate come Hard, una Medium e quattro Light.
- Dalle simulazioni effettuate la curva più impegnativa dell’Hungaroring per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo: le monoposto arrivano a 332 km/h e scendono a 99 km/h in 3,58 secondi durante i quali percorrono 172 metri. I piloti sono soggetti a 4 g di decelerazione ed esercitano un carico di 119 kg sul pedale del freno. La potenza frenante è di 1.760 kW.
- Rispetto al GP Ungheria 2025, per effetto delle caratteristiche delle monoposto 2026 le frenate sono meno intense. Alla curva 2 un anno fa le auto perdevano 160 km/h in 2,59 secondi in cui percorrevano 122 metri mentre quest’anno dovrebbero perdere 156 km/h in 2,85 secondi, avanzando nel frattempo di 143 metri. La decelerazione subita dai piloti calerà da 4,2 g a 3,7 g e minore sarà anche lo sforzo sul pedale del freno: da 144 kg a 110 kg.
Un anno fa in pole c’era Leclerc
- L’anno scorso dopo la pole di Leclerc vinse Norris davanti a Piastri e Russell, con Charles giù dla podio. Tutte e tre le mescole furono protagoniste. La maggior parte dei piloti ha scelto di partire con la Medium, mentre tre sono scattati con la Soft e due con la Hard.
- Metà della griglia ha completato la gara con una sola sosta, mentre gli altri piloti giunti al traguardo hanno effettuato due pit stop prima della bandiera a scacchi. Il ridotto degrado termico, favorito dalle temperature più basse, ha contribuito a rendere la strategia a una sola sosta competitiva quanto quella a due soste, che sulla carta risultava più veloce.
- Il Gran Premio d’Ungheria è alla sua 41ª edizione. Tutti gli appuntamenti sono stati ospitati finora dall’Hungaroring, alle porte di Budapest, ininterrottamente dal 1986 a oggi.
- Il pilota con più vittorie su questo tracciato è Lewis Hamilton (8 successi), che precede Michael Schumacher di quattro primi posti. McLaren, con 13 vittorie, è invece il costruttore più vincente a Budapest.
- Ben tre piloti dell’attuale griglia hanno conquistato la loro prima vittoria in Formula 1 in Ungheria: Fernando Alonso nel 2003 con Renault, Esteban Ocon nel 2021 con Alpine (primo successo anche per il team) e Oscar Piastri nel 2024 con McLaren.
- Venticinque anni fa in Ungheria Michael Schumacher completò l’aggancio ad Alain Prost in testa alla classifica dei plurivittoriosi in Formula 1, con 51 successi: dopo aver conquistato la pole con 8 decimi di vantaggio, il tedesco vinse il GP Ungheria 2001 con 3 secondi di margine. Oltre ad eguagliare il record del francese, Schumacher conquistò anche il suo 2° titolo iridato con la Ferrari, il 4° in Formula 1, tutti utilizzando i freni Brembo, sempre prediligendo un pedale dalla corsa molto corta e reattiva.

