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Kimi, ecco perchè ti amano. Rassegna stampa del trionfo salva Ferrari

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Che cosa si dice dell’impresa di Kimi a Monza? Ecco la rassegna di http://www.loslalom.it

Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Il Mondiale è cosa di questo ricciolino che si spende in pista e fuori, regala e si regala sorridendo scene mai viste; che racconta a chi ha la sua età il potere della volontà, della dedizione, della leggerezza. Crederci, darci dentro, sognare”.

 Marco Ponti, Tuttosport: “Questo ragazzo non vince nonostante la giovane età ma vince proprio in virtù della grazia che la sua giovane età gli concede. Lui sogna, fatica, soffre, si impegna e ci regala la consapevolezza che la sua generazione – guardateli in giro, santo cielo, guardateli davvero i teenagers e i ventenni, non fermatevi ai luoghi comuni o ai vestiti o ai testi di musica che non capite. Guardateli e capirete che i ventenni come Andrea Kimi Antonelli sono i proverbiali ragazzini che possono salvare il mondo e che noi aspettavamo da tanto, troppo tempo. Guardateli, e non lasciate che le cupe ombre del disincanto che avete nel cuore possano oscurare la luce che loro hanno negli occhi. … Grazie, giovane uomo, è stato bello vederti vincere”.

Umberto Zapelloni, Il Foglio: “L’altro giorno Kimi aveva previsto di poter arrivare tra i primi cinque, quando sabato sera ha vinto a briscola ha intravisto un segnale favorevole, lui che è molto scaramantico, ma poi quando si è trovato in fondo allo schieramento con 18 macchine davanti ha pensato solo a non sbagliare nulla”.

Giulia Zonca, La Stampa: “Gli serviva strada per rendere l’idea del distacco e aveva bisogno di superare tanti altri piloti per evidenziare quel che si lascia dietro. … Sorpassa le incombenze e resta con la bandiera legata in vita, a torso nudo, tra il rave e Jim Morrison, con il sorriso che il leader dei Doors non ha mai avuto, con il tifo nazionale. Non soltanto supera tutto quel che da troppo è fermo, ci porta pure con lui”.

 Cristiano Gatti, Corriere dello sport-stadio: “È l’alba radiosa di un’era tutta nuova e tutta diversa, non più legata a un Cavallino modenese – non solo –, ma a un ragazzino ventenne arrivato in pista neanche fosse un nuovo messia pagano, capace di prodigi come si conviene solo agli specialissimi predestinati. Non può essere un caso, proprio per niente, che l’era D.K., Dopo Kimi, si apra e si consacri ufficialmente a Monza, santuario pagano del Gran premio d’Italia”.

 Leo Turrini, Il Resto del Carlino: “Sta realizzando una mutazione genetica che resterà, vedrete, nella memoria collettiva. Non so quanto ne sia consapevole, forse è troppo giovane per capirlo, ma qui si sta riscrivendo la storia, una storia lunga quasi un secolo. Ed è difficile, anzi impossibile, restare indifferenti. … Da Monza, la Ferrari esce ammaccata e ridimensionata”.

Maurizio Crosetti, Repubblica: “Kimi è entrato in una dimensione assoluta nel giorno e nel luogo carichi di enorme potenza simbolica, perché Monza è il tempio, è storia e prospettiva. Il ragazzo che sceglie di partire quasi ultimo perché sa di poterli superare tutti, e lo fa. Ora Kimi sta con le leggende del volante, le ha raggiunte di slancio, forse vincerà il mondiale, è un attimo che può durare anni”

Alessandra Giardini, Domani: “Piange Kimi, piangono i tifosi vestiti di rosso che sono venuti a Monza sperando di emozionarsi, piange chi sta guardando in tivù, piangiamo tutti. E magari Toto Wolff smetterà di dire che in Formula 1 non c’è posto per il romanticismo”.

Benny Casadei Lucchi, Il Giornale: “L’amore per la Ferrari riuscì persino a trasformare in italianissimo Patrick Tambay, modesto pilota transalpino che a Imola 1983, quando il veneto Riccardo Patrese, in testa su Brabham, andò a sbattere all’ultimo, si ritrovò in mano il Gp e lo vinse mentre i tifosi italiani e ferraristi coprivano di fischi e insulti Patrese. Ora la marea di cappellini rossi a Monza e le bandiere Ferrari che sventolavano per Kimi dicono che quella vergogna è stata espiata, la lezione imparata e il grande giorno finalmente arrivato”.

Marco Ciriello, Il Mattino: “Kimi ha trasformato la corsa in una corrida automobilistica, dove lui era il torero che incornava i tori superandoli, infilzandoli e umiliandoli da una tenuta psico-fisica che era un tutt’uno con l’automobile, un connubio che faceva pensare a Cronenberg prima che a Hemingway. … Kimi-re ha un cuore rivestito di pietra che non teme la velocità”.

Luigi Perna, La Gazzetta dello sport: “Il piccolo Kimi ci ha fatto riscoprire il gusto della F.1 come Valentino Rossi con le moto dopo Giacomo Agostini, Alberto Tomba con lo sci dopo Gustavo Thoeni, Marco Pantani nel ciclismo dopo Fausto Coppi e ora Jannik Sinner nel tennis. Sta dominando la prima stagione dei nuovi regolamenti tecnici, per la gioia del patron Stefano Domenicali che prepara un gran finale a Imola, e promette di segnare un’epoca alla guida della Mercedes. Ma soprattutto sta avvicinando tanti giovani e giovanissimi alla passione per il motorsport. Un supereroe della porta accanto che è già leggenda”.

Il racconto della mamma: le doglie al cinema mentre vedeva Cars

«Evidentemente era destino. Vent’anni fa ero incinta di lui, e dove ho iniziato ad avere le contrazioni? Al cinema, mentre guardavo il film “Cars”, che lui da bambino avrà visto cento volte. Ma ha stupito anche me per la maturità e per la capacità di imparare. Quando ci parlo vedo nei suoi occhi una luce speciale. È ancora un ragazzino, ma mentalmente è fortissimo».

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