La Ferrari olandese rischia di far male a Leclerc

Dopo il venerdì nero, ecco il sabato nerissimo. In Olanda continua l’incubo Ferrari con Leclerc che finisce le sue qualifiche sul muro di curva 9 dopo aver ottenuto il quinto tempo. Una Ferrari inguardabile e inguidabile. Quasi pericolosa se la spingi al massimo inseguendo i tuoi sogni come ha fatto Charles.

Charles Leclerc non aveva mai fatto tanti fuoripista tutti insieme. Ha cominciato al mattino e non ha più smesso. Lungo alla chicane, lungo, anzi lunghissimo in curva uno. Sabbia, ghiaia, via di fuga. Quasi una Ferrari da rally. Fino alla botta finale mentre cercava di estrarre dalla SF-23 una prestazione degna.

Nulla da fare. A casa Verstappen si è presentata una delle peggiori Ferrari della stagione. Sembrava troppo brutta per essere vera. “Stiamo lavorando per il futuro”, ha spiegato sabato mattina Vasseur. Peccato che il presente continui a essere racappricciante. Almeno Charles non si è fatto male, come ul povero Ricciardo che, appena rientrato, adesso rischia di starsene fuori un mese con la mano sinistra da operare dopo la frattura del terzo metacarpo.

La pole, tanto per cambiare, se l’è presa Max Verstappen che nell’ultimo run ha rifilato più di mezzo secondo a Norris che, prima della bandiera rossa innescata dll’incidente di Leclerc, occupava la prima posizione. “Speri sempre che Max sbaglia qualcosa, invece non sbaglia mai…”, ha ammesso Norris che nel suo miglior giro ha invece commesso qualche errorino di troppo dopo che nel primo settore era stato più veloce.

Zandvoort a parte Max, in pole da tre anni di fila davanti a suoi tifosi, ha confezionato uno schieramento di partenza inedito che promette battaglia dietro all’olandese in fuga. Norris, Russell, la sorpresissima Williams di Albon e Alonso. Carlos Sainz è solo sesto. Dietro a Red Bull, McLaren, Mercedes, Williams e Aston Martin. La rincorsa al secondo posto comincia con una retromarcia imbarazzante.

Tra i super delusi, oltre a Charles ci sono Hamilton rimasto fuori in Q2 (“Io non bo sbagliato, ma le gomme erano finite”) e Pere che ha preso 1″3 dal suo compagno di squadra su una delle piste più corte del campionato.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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