Non è una bella storia e sono convinto che Giancarlo Minardi è il primo a pensarla così. La causa tra suo figlio Giovanni, ex manager di Kimi Antonelli, e il futuro campione del mondo continua. L’accordo non è ancora stato trovato.
La battaglia legale tra Kimi Antonelli e il suo ex manager Giovanni Minardi prosegue e coinvolge sempre più direttamente anche la Mercedes. Il Tribunale civile di Bologna ha infatti accolto la richiesta presentata dall’avvocato Mattia Grassani, legale di Minardi, ordinando al pilota italiano e alla scuderia anglo-tedesca di produrre tutti i contratti sottoscritti nel corso del loro rapporto e la documentazione relativa ai compensi corrisposti, direttamente o indirettamente, ad Antonelli.
Al centro della controversia c’è la decisione del giovane pilota di interrompere unilateralmente il rapporto con Minardi Management, la società che ne aveva seguito la carriera. L’ex agente rivendica il pagamento delle percentuali previste dagli accordi di rappresentanza, anche per i compensi che matureranno fino al 2028, anno in cui, secondo la sua interpretazione, sarebbe dovuto scadere il contratto.
«La soluzione migliore era e rimane un accordo tra le parti», ha spiegato Grassani all’Adnkronos. «Un contenzioso che coinvolge anche soggetti terzi, come Mercedes, non giova a nessuno. Comporta ordini di esibizione e pubblicità negativa che non aiutano a distendere i rapporti. Ma per raggiungere una transazione serve la volontà di entrambi. Se manca un’intesa, la causa proseguirà».
Il legale si dice soddisfatto della decisione del Tribunale, che consentirà di esaminare non soltanto i contratti, ma anche tutti i pagamenti effettuati dalla Mercedes a favore di Antonelli o di soggetti a lui riconducibili. Su questa base Minardi intende quantificare le somme che ritiene gli siano dovute, applicando le percentuali originariamente concordate.
La questione, però, non riguarda soltanto il passato. «Per noi è cruciale anche ciò che maturerà fino alla naturale scadenza del contratto di rappresentanza, che riteniamo fissata nel 2028», ha precisato Grassani. Che conclude: «Abbiamo estrema fiducia nella prosecuzione del giudizio e attendiamo la prossima udienza, prevista a novembre».
Resta dunque aperta una vicenda che rischia di accompagnare ancora a lungo la carriera del pilota Mercedes, mentre l’ipotesi di una soluzione consensuale, pur auspicata dalla difesa di Minardi, appare al momento lontana.

