Minardi: come si capisce il talento di un pilota

Se Giancarlo Minardi fosse stato un cercatore d’oro sarebbe diventato milionario. Ha un sesto senso nell’individuare le pepite, estrarle, lavorarle e lasciarle poi splendere di luce propria. Nessuno come lui, adesso con l’aiuto di suo figlio Giovanni, sa scovare i giovani talenti del motorismo. È un rabdomante che trova l’acqua nel deserto.

Scorrete l’elenco dei piloti che hanno corso con la Minardi negli anni d’oro della Formula 1 e in quelli che hanno preceduto quell’avventura nelle formule minori e troverete il gotha dei piloti italiani (e non solo, perché non possiamo scordare Mark Webber, Marc Gené e soprattutto Fernando Alonso). E se non bastasse date un’occhiata anche all’elenco dei tecnici e dei dirigenti che hanno lavorato con la Scuderia di Faenza e troverete una serie di nomi che hanno scritto o stanno scrivendo la storia del motorismo.

Qualche settimana fa ho fatto una bella chiacchierata con Giancarlo. L’ho trasfornata in una puntata del podcast che faccio settimanalmente per il Foglio. Ecco qui il link per ascoltare la chiacchierata con Giancarlo https://open.spotify.com/episode/1Hb0N5own2O8ojFQNPIoVg?si=apJbQrUrQdaBbotjlM-8ow

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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