Pagelle di un Gran premio d’Austria senza inno di Mameli sul podio dopo la serie di Antonelli e della Ferrari. Un brusco risveglio dopo l’illusione catalana…
10 e lode a Bernie Ecclestone. A 96 anni e’ ancora sul podio.
10 a George Russell. Smargiasso al punto giusto fin dall’ultimo colpo in qualifica. Non era semplice riprendersi dalle cinque vittorie di fila del suo compagno. Ha reagito. Non molla e lotterà fino in fondo con Kimi.
9 a Max Verstappen. Dopo il botto in qualifica (la Red Bull si è presa tutta la colpa) lui non ha perso fiducia, ha lottato con i denti per cercare di tornate al successo sulla pista di casa. E poi lottare e vincere il duello con Lewis deve averlo gasato.
8 a Isack Hadjar. La Red Bull ha trovato un secondo pilota vero, lo conferma gara dopo gara.
7,5 a Lawson e Lindberg ancora a punti con la Visa Cash App o come volete chiamarla che si sta avvinando all’Alpine.
7 a Lewis Hamilton. Non poteva fare di più ed è un peccato perché è in grande forma (lo sa anche Leclerc) e con una Ferrari appena decente avrebbe potuto divertirsi davvero.
6 a Oscar Piastri. Meglio di Norris, ma una gara senza troppi squilli, come capita dall’inizio dell’anno.
5,5 a Kimi Antonelli. Lo ha ammesso lui. “Mi si è chiusa la vena alla partenza”. Senza quei pasticci e con più cattiveria in qualifica avrebbe raccolto più punti. Ma sono tutte lezioni e Kimi impara in fretta. E poi vederlo giocare sempre all’attacco è un piacere.
5 a Charles Leclerc. Il predestinato Charles sta andando in depressione. Ha subito più sorpassi in una gara che nel resto della stagione. Partiva secondo, ha chiuso ottavo. Un disastro. Colpa della Ferrari, certo, ma Lewis sempre davanti nelle ultime gare è un segnale.
5 anche a Lando Norris. Non passa domenica in cui non si debba controllare che sia davvero lui il campione in carica. Una stagione senza sapore. Per ora.
4 alla Cadillac. Ha portato in pista una decina di aggiornamenti. Alzi la mano chi ha visto i risultati.
4 alla Ferrari che ci aveva illusi e ci ha immediatamente delusi. Eppure c’e’ sempre chi parla di passo… e vede il bicchiere mezzo pieno. Per fortuna poi arriva Hamilton e dice: “Il gap di motore è importante e non credo che quest’anno si possa recuperare”.

