Kimi d’Italia. Kimi prende più. E’ un Kimi da Mondiale. Show del supereroe Antonelli. Kimi come Ascari. La fortuna comincia dal nome: chiamarsi Kimi è un ivito a nozze per i titolisti. Era successo con Raikkonen, diventa ancora più bello oggi che le vittorie di Andrea Kimi fanni risuonare l’inno di Mameli. C’è poi chi li chiama Italenti, mettendo insieme Kimi, Bezzecchi e Sinner (in ordine di vittoria). Va anche bene per un post, un meme. Ma per un titolone di giornale le vittorie vanno anche pesate e quella di Kimi vale di più per quello che si porta dietro, quel primo posto Mondiale che è una rarità e le due vittorie di fila che sono quasi un unicum.
Certo svegliarsi con Kimi e andare a nanna con Bezzecchi e Sinner ha fatto del 29 marzo una domenica speciale. Una chiamata anche per gli azzurri che domani dovranno battere la Bosnia per portarci al Mondiale. Nell’anno del record di medaglie ai Giochi invenali, dei successi dell’atletica indoor, sono arrivate anche queste vittorie. Sarà quel che sarà, ma nello sport l’Italia continua ad essere un paese di successo. Certo, se domani va male poi crolla tutto…
Ma restiamo su Kimi e su quello che si racconta di lui.
Dalle pagine della Gazzetta gli arrivano i complimenti di Bolt di cui aveva imitato l’esultanza: “Congratulazioni a Kimi Antonelli per il grande successo in Giappone, spero possa continuare a vincere così e di vedere quindi tante altre pose alla Bolt nel corso della stagione, per celebrare nuovi trionfi”.
“L’esultanza allaBolt? Avrei voluto farla già in Cina, due settimane fa, dopo la mia prima vittoria – ha raccontato Kimi a Sky -Ma nell’emozione del momento mi sono dimenticato. È un gesto che mi piace molto, uno di quelli che, quando vedi una volta, ti resta in testa. Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto farlo in Formula 1, in un’occasione prestigiosa. Questa volta, per fortuna,me lo sono ricordato”.
“Vederlo vincere per due domeniche, prima in Cina e poi in Giappone, è stato bello, pulito, potente. Una di quelle cose che
hanno una bellezza che non ha bisogno di tante spiegazioni. Sono solo emozioni che è bello provare”. ha detto Vasco Rossi intervistato dalla Gazzetta.
Peccato siano mancati i complimenti pubblici del presidente Elkann che pure era a Suzuka. “Da italiano avrebbe
potuto almeno fare i complimenti a Kimi. Almeno per il giro più veloce, specialità a cui tiene tanto”, gli ho scritto su il Giornale.
“A una crescita così rapida, non può non corrispondere una ridiscussione altrettanto rapida delle gerarchie nel team. La domanda
infatti non è più se sia pronto. È cosa succede adesso”, si chiede Arianna Ravelli sulla Gazzetta
“Aspettavamo da troppo tempo di fantasticare aggrappati ad un nostro talento ed è una gioia filare nel vento insieme a Kimi, anche
se qui non abbiamo i cento metri ma una stagione lunga 22 gare. C’è il passo, la stoffa la sostanza che rende credibile ogni candidatura; abbiamo ormai un pilota che sa buttare in pista una padronanza piena dentro una macchina vincente. Insomma, il pensierino ad Antonelli campione è ormai in circolo dappertutto anche se lui, giustamente, minimizza”, le risoponde Giorgio Terruzzi sul Corriere.
“Guardatevi attorno, perché la Kimi mania ormai è esplosa, fa venire in mente gli entusiasmi recenti per Sinner e quelli più antichi per Alberto Tomba, Marco Pantani, Valentino Rossi. E io spero che il delirio nazional popolare non crei problemi al diretto interessato, perché quando viene preso d’assalto il carro del vincitore forte è il rischio di pagarne le conseguenze”, scrive Leo Turrini su QN. Ma venga, venga pure, sulla carro di Kimi c’è posto anche per i ferraristi. Perchè non mi sembra vero quello che scrive Libero: “Ma i tifosi azzurri si spaccano tra la Ferrari e il super talento della nemica Mercedes”. Nelle ullime settimane ho frequentato un paio di Ferrari Club e ho notato come tra gli appassionati della Rossa ci sia un grande amore anche per Kimi. Come dicevo anche ieri a race: è finito il tempo in cui i ferraristi applaudono se il pilota in testa davanti a una rossa finisce tra le reti come capitò a Riccardo Patrese.

Certo per il Times “Antonelli sfrutta un colpo di fortuna e lascia Russell a imprecare”, ma presto si accorgeranno anche loro e Russell che quella di Kimi non è solo fortuna. I francesi in fin dei conti lo hanno capito: “Antonelli avanzamento veloce”, titola l’Equipe che ha seguito la gara dal remote garage di Maranello e dedica una doppia pagina alla cosa (c’era anche la Stampa, insomma sono stati scelti i giornali amici, forse prima che Elkann vendesse l’ex quotidiano di famiglia).


