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Rassegna Stampa: Sprint Qualifying sì o no? Opinioni discordi

SILVERSTONE CIRCUIT, UNITED KINGDOM - JULY 17: Sir Lewis Hamilton, Mercedes W12, leads Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B, Valtteri Bottas, Mercedes W12, Charles Leclerc, Ferrari SF21, and the rest of the field during the British GP at Silverstone Circuit on Saturday July 17, 2021 in Northamptonshire, United Kingdom. (Photo by Zak Mauger / LAT Images)

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Rassegna Stampa sul sabato diverso della Formula 1: sprint qualifying sì o no? Non c’è una voce sola sui quotidiani di oggi (così come trea i frequentatori di questo blog e dei miei social). La mia tesi Chiamiamola Sprint Race e non Qualifying, ma l’esperimento va promosso la conoscete: l’esperimento è riuscito, va rivisto in qualcosa, ma aggiunge e non toglie emozioni.

Jacopo D’Orsi, su la Stampa, dice che è stata uno spettacolo. Fa rabbrividire gli ultrà della tradizione ma diverte eccome pubblico e piloti. Il vero limite di questo gustoso antipasto, un frullatore dal quale solo in quattro (Bottas, l’ottimo Leclerc, Gasly e Tsunoda) sono usciti con la stessa classifica di venerdì, è semmai l’aver svelato in anticipo le carte in mano ai team. Ora sappiamo ad esempio che il passo della Red Bull è quasi inarrivabile, «difficilmente potrò passarla in pista», ammette non a caso Hamilton. Senza Sprint, l’eventuale successo di Verstappen oggi sarebbe una mezza sorpresa, invece a questo punto ce lo aspettiamo come logica conseguenza. L’unica grande incognita resta la seconda partenza, più che le strategie (due soste?) quasi obbligate

 “Anche nella gara Sprint il divertimento arriva ultimo”

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Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera eccepisce e scrive che il giro più veloce va tutelato. Ogni novità chiede tempo per essere assimilata. Per esempio sul valore attribuito alla pole. Che resta quella proclamata dalle qualifiche tradizionali. Quella, nello specifico, conquistata da Hamilton venerdì. Tutta un’altra faccenda rispetto alla vittoria – con attribuzione della pole – di Verstappen ieri, in una mini-competizione che nulla ha a che fare con l’acuto sul giro secco, con gli azzardi magnifici di chi cerca la prestazione assoluta. La tornata da record è un patrimonio motoristico, della F1 in particolare, il tempio dell’eccellenza velocistica. Anima un universo a parte, caro agli appassionati, popolato da eroi coraggiosi e amati. C’è una classifica apposita infatti, con una anomalia appena sancita da questo format pur elettrizzante”. 

Andrea Cremonesi sulla Gazzetta dello sport dice che la prova di ieri non si è tramutata in un noioso trenino, ma neppure in una corsa a tutto gas come auspicava Ross Brawn. La prima gara di qualificazione della storia della Formula 1 si è rivelata una ragionevole via di mezzo che ha comunque sortito l’effetto sperato nel momento in cui è stata concepita: rimescolare seppur parzialmente i rapporti di forza”. 

Anche per l’Équipe è stata spettacolare ma non ha stravolto le gerarchie, mentre Juan Gutiérrez su Diario As sottolinea la grande prova di Alonso, a un certo punto risalito dall’11esimo al quinto posto e scrive che basta questo a giustificare l’esperimento. 

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