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La Formula 1 torna in pista per l’ultima doppietta prima della pausa estiva. In questo fine settimana si gareggia a Spa e nel prossimo weekend si vola a Budapest. Si gareggia su due delle piste che da più tempo ospitano la Formula1. A Spa si gareggia dal 1950… Siamo al decimo appuntamento stagionale e il tracciato belga è protagonista per la cinquantanovesima volta.
Dopo due vittorie Ferrari nelle ultime tre gare, riparte la caccia a Kimi Antonelli, fermato solo dalla mancanza di affidabilità della sua Mercedes.
Istruzioni per l’uso
- l tracciato è il più lungo del calendario, con i suoi 7,004 chilometri, ed è uno dei più amati per la sua storia (era già presente nel campionato del mondo del 1950) e per la sua conformazione, caratterizzata da lunghi rettilinei, curve veloci e dalla maggiore variazione altimetrica dell’intera stagione. Non manca inoltre un pizzico di imprevedibilità in un appuntamento che, già di per sé, dal punto di vista tecnico e della guida, è estremamente impegnativo.
- Il tratto che porta alla prima zona di frenata alla Curva 1 (La Source) è uno dei più corti della stagione, con soli 150 metri. Solo l’Azerbaigian (90 m) e Las Vegas (111 m) sono più corti.
- La scia a Spa-Francorchamps è molto potente a causa dei lunghi rettilinei, in particolare nel tratto dopo Raidillon. Al primo giro è ancora più potente, perché i piloti che inseguono possono beneficiare della scia di più vetture.
- La pista è immersa nella foresta delle Ardenne, che gode di un microclima del tutto particolare rispetto al resto della regione. In caso di maltempo, infatti, le nuvole cariche di pioggia impiegano più tempo a lasciare l’area, che rimane umida e influenza le condizioni dell’asfalto. Capita spesso ai piloti in caso di precipitazioni di trovare alcuni tratti del circuito asciutti e altri ancora bagnati, rendendo particolarmente delicata anche la scelta degli pneumatici da utilizzare, tra slick e intermedie.
- Per questa sfida, Pirelli ha portato le mescole C2, C3 e C4. Spa-Francorchamps si colloca tra i circuiti più severi per gli pneumatici in termini di carichi e forze generate, pur senza raggiungere i livelli di Suzuka o Silverstone.
- Il punto più rappresentativo è senza dubbio il tratto compreso tra l’Eau Rouge e la salita del Raidillon. Lì si susseguono curve in rapida successione e in senso opposto mentre la pista sale di quota, prima di immettersi sul rettilineo del Kemmel. Quest’ultimo tratto presenta ora scanalature nell’asfalto pensate per facilitare il drenaggio dell’acqua e migliorare la visibilità in caso di pioggia.
- La pista è stata completamente riasfaltata un paio di anni fa e, nei primi giorni del weekend, offre generalmente un livello di aderenza non particolarmente elevato. A contribuire al miglioramento del grip potrebbe essere il recente fine settimana dedicato alle gare GT, con la 24 Ore di Spa che ha lasciato ulteriore gommatura sul tracciato.
- I tre settori che compongono il circuito presentano caratteristiche molto diverse tra loro e hanno sempre rappresentato un rompicapo per la messa a punto delle vetture. Il primo è il più veloce e comprende un lungo rettilineo nel quale i sorpassi sono frequenti; il secondo è più tortuoso, con curve a media velocità, molte delle quali in discesa; il terzo, infine, è più scorrevole e si sviluppa in leggera salita.
- Quest’anno l’introduzione della nuova aerodinamica dovrebbe rendere più semplice individuare il giusto compromesso in termini di deportanza. Le monoposto potranno infatti adottare configurazioni più cariche per affrontare le sezioni guidate del circuito, beneficiando al tempo stesso della straight mode sui rettilinei. Come già visto a Silverstone, sarà inoltre fondamentale la capacità dei piloti di gestire e ricaricare efficacemente la power unit.
- Sono però già 70 le edizioni del GP Belgio disputate perché 10 volte si è gareggiato a Zolder e 2 a Nivelles. Il tracciato di Spa-Francorchamps misurava in origine 14,12 km ma dal 1983 è stato dimezzato e in seguito ha cambiato altre 2 volte layout.
- Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo, il Circuit de Spa-Francorchamps da 7.004 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3 avendo 6 frenate al giro per un totale inferiore a 13 secondi: 3 sono della categoria Hard, 2 Medium e una Light. Per due di queste staccate i freni sono utilizzati per oltre 3,2 secondi ciascuna.
- Dalle simulazioni effettuate la curva più dura del Circuit de Spa-Francorchamps per l’impianto frenante della Formula 1 è la prima, nonostante la diminuzione di velocità e lo spazio di frenata siano inferiori rispetto alla curva 18: le monoposto passano da 285 km/h a 86 km/h in 3,32 secondi durante i quali percorrono 145 metri. In quel frangente il carico sul pedale è di 111 kg e i piloti subiscono 3,6 g di decelerazione. La potenza frenante è invece di 1.367 kW.
- Rispetto al GP Belgio 2025, per effetto delle caratteristiche delle monoposto 2026 le frenate sono meno intense. Alla curva 18 un anno fa le auto perdevano 219 km/h rispetto ai 212 km/h di quest’anno ma il tutto avveniva più rapidamente: per la frenata servivano 2,51 secondi, cioè 7 decimi in meno di adesso, e lo spazio di frenata era inferiore di 40 metri all’attuale. Nel 2025 i piloti erano sottoposti a 4,7 g di decelerazione a fronte dei 3,3 odierni. Il carico sul pedale in quel punto è crollato da 160 kg a 96 kg.
- Anche le temperature potrebbero influenzare in modo significativo l’andamento del weekend e le strategie di gara. Durante la 24 Ore di Spa, disputata a fine giugno, la temperatura dell’asfalto ha superato i 55 °C. Con valori così elevati, è plausibile che il degrado termico degli pneumatici aumenti, incrementando le probabilità di vedere strategie su due soste. In ogni caso, le protagoniste della gara di domenica dovrebbero essere le due mescole più dure della gamma.
Kimi a caccia di record
- Max Verstappen e Charles Leclerc vedono in pericolo i loro record di precocità a Spa-Francorchamps: nel 2019 il monegasco è diventato il più giovane a realizzare la pole (21 anni 10 mesi e 6 giorni) e a vincere (il giorno dopo) sul tracciato belga mentre l’anno prima l’olandese divenne il più giovane sul podio (20 anni 10 mesi e 27 giorni) su questa pista. Nel 2025 Kimi Antonelli è già stato il più giovane autore del giro veloce a Spa-Francorchamps, a 18 anni 11 mesi e 2 giorni, ma ora vuole anche gli altri primati.
- La pioggia, l’anno scorso, ha causato un ritardo di oltre un’ora nella partenza della gara. Dopo un giro di formazione, infatti, a causa della scarsa visibilità, la procedura è stata interrotta. Alla ripresa, dopo quattro giri dietro la Safety Car, il Gran Premio è ricominciato con tutti i piloti su gomme intermedie. A partire dall’11° giro, tutte le monoposto sono passate alle Medium, con la sola eccezione di Norris, su Hard. Solo sei piloti, nelle retrovie, hanno effettuato una seconda sosta.

