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Sprint: ritorno della McLaren, errore di Kimi

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A volte ritornano. E lo fanno per restarci. Le McLaren fanno un viaggio nel tempo e tornano a un anno fa, quando dominavamo in lungo e in largo la Formula 1. Dopo la pole sprint, Lando Norris si prende anche la vittoria nella gara breve davanti al suo compagno di squadra Piastri e a Charles Leclerc che ha tentato fino all’ultimo di soffiargli la seconda posizione.

Un viaggio indietro nel tempo con la McLaren che domina e la Mercedes che fatica. Il mese di pausa forzata ha inghiottito i dominatori delle prime tre gare del campionato che, arrivati con meno sviluppi degli avversari sulle monoposto, si sono trovati ad inseguire. Il più abbacchiato dopo la Sprint è decisamente Kimi Antonelli che prima ha toppato clamorosamente la partenza scivolando dalla seconda alla quarta posizione, poi andando quattro volte oltre i limiti della pista e incassando quei 10” di penalità che lo hanno fatto retrocedere di due posizioni passando dal quarto al sesto posto, dal punto guadagnato su Russell, ai due punti persi.

Una gara sprint da dimenticare in fretta. Un errore grave perché l’ultima infrazione l’ha commessa all’ultimo giro, quando non era sotto attacco. Per vincere un mondiale servono anche i dettagli. Avrebbe chiuso a +10 su Russell, è scivolato a +7. Tre punti regalati dopo che in gara era stato bravo a restare calmo e a rispondere all’attacco di Russell con un bel controsorpasso. “Ero troppo arrabbiato in macchina, ho fatto troppi errori”, il suo commento.

Tra auto che migliorano e auto che perdono qualcosa, c’è una costante: la Ferrari viaggia sempre nella terra di mezzo. Aveva davanti la Mercedes nelle prime gare, ha davanti la McLaren a Miami. C’è sempre qualcuno che migliora di più, ma anche in questa gara sprint si è avuta la conferma di come la Ferrari sia più competitiva in gara che in qualifica. Leclerc si è difeso bene su Antonelli (lamentandosi anche un po’ per l’aggressività del bolognese e scusandosi dopo la gara: “Ho esagerato, non vorrei litigare con l’unico italiano in pista”)  e poi ha cercato di attaccare Piastri, ma ha dovuto accontentarsi del podio. Un assaggio di sorriso, aspettando le qualifiche e la gara lunga.

Diverso il discorso per Hamilton che ha chiuso solo al settimo posto dopo una battaglia accesa con Verstappen, cominciata con un ruota a ruota al via, che lo ha visto uscire battuto. Max lo ha passato una prima volta esagerando e poi, dopo avergli restituito la posizione, lo ha passato una seconda volta. Max fa quel che può, Lewis meno di quel che dovrebbe. Oggi si replica sulla lunga distanza, temporali permettendo.

UN PENSIERO PER ALEX QUI

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