A chi assomiglia Kimi? A Sinner, ma anche a Senna, Hamilton e Schumi

Jannik Sinner ha dedicato la sua vittoria a Indian Wells al suo amico Antonelli. Niente male avere due italiani così. Ci stiamo assicurando il futuro…

ma ecco il pezzo che ho scritto per il Giornale sulla soiglianza di Kimi

Kimi Antonelli assomiglia anche a Sinner. Non solo a Hamilton, Schumacher e Senna. Lo guardi mentre si commuove sul podio di Shanghai e ti viene in mente un altro italiano della Generazione Z che sta conquistando il mondo. Un altro ragazzo con la faccia pulita e la famiglia presente, ma non invadente. I due sono anche diventati amici e, alla fine della scorsa stagione, Kimi gli ha finalmente fatto provare l’ebrezza della velocità, scarrozzandolo in pista ad Abu Dhabi con una super Mercedes. “Vorrei sfidarlo a scacchi”, ha detto Kimi che di Sinner vorrebbe probabilmente la forza di concentrazione. Lui, in cambio, potrebbe dargli un po’ di quella leggerezza che Jannik ogni tanto sembra aver perduto.

In pista Kimi ha molte altre somiglianze.  “Ho letto dei libri sulla regola delle 10 mila ore, secondo cui con tanta pratica chiunque può arrivare a fare certe cose. Poi però ho lavorato con Michael e con Lewis e ho capito che solo qualcuno riesce a trovare quel decimo in meno. Qualcosa che ho ritrovato in Kimi che guida in modo neutrale tenendo tutto sotto controllo”, racconta Pete Bonnington, l’ingegnere di pista che, dopo aver lavorato con Schumacher e Hamilton, ha accompagnato Kimi sul podio a Shanghai. Kimi ha la stessa capacità di lavorare con la squadra che avevano Michael e Lewis, la loro stessa abilità nel costruirsi la squadra attorno. Basta vedere le feste che gli hanno fatto al box.

Lui racconta di avere lo stesso stile di Hamilton, preferendo auto sottosterzanti. Lo ha capito assistendo ai briefing di Lewis quando era ancora un baby del team. In quanto a talento viene da paragonarlo a Senna di cui ricorda la stessa ossessione per il miglioramento, la stessa sensibilità e una predisposizione innata ad adattarsi alle piste nuove. “ Una delle sue qualità migliori è quella di non commettere due volte lo stesso errore. Un segnale molto importante per la sua carriera”, assicura Giancarlo Minardi che insieme a suo figlio Giovanni lo mise sul taccuino di Toto Wolff. Insomma dentro Kimi c’è di tutto e di più. Ma l’importante è che resti sempre se stesso.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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